Comprex, dall'export il 73% del fatturato

Un'azienda che ha superato la crisi grazie all'export. 9 milioni di fatturato per 65 addetti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Ospiti olandesi in questi giorni alla Comprex di Codogné, la fabbrica di cucine dei fratelli Francesco e Domenico Omiciuolo. Qualche settimana fa erano giunte anche due delegazioni di ospiti francesi. "Sono commercianti di mobili che ci vendono i nostri prodotti all'estero", ha detto il presidente Domenico Omiciuolo (foto), "arrivati a Codogné per visitare i nostri impianti e il nostro territorio. Li abbiamo invitati quando abbiamo capito che la nostra azienda stava uscendo dal ciclo negativo e che potevamo prendere serenamente ordini di medio e lungo periodo. In questi anni abbiamo tenuto duro e ora si risale". Dal 2010 a oggi, infatti, il fatturato di Comprex ha subito un taglio di oltre un terzo sia per la crisi globale dell'economia che del mobile in particolare.

Adesso alla Comprex, 65 addetti diretti e 9 milioni di fatturato, si respira un po' meglio. Proprietà e management sono concentrati sul prodotto e sul mercato, in particolare quello estero dal quale deriva il 73% delle vendite. L'iniziativa di far giungere a Codogné delegazioni di commercianti rientra nella strategia sia di riattivare e intensificare le relazioni con la rete di clienti all'estero sia di mostrare la dimensione e la modernità degli impianti produttivi. "La clientela straniera" ha detto Domenico Omiciuolo, "ci ha manifestato di apprezzare il design italiano più di quanto lo avessimo immaginato. I nuovi modelli sono stati apprezzati per la persistenza del gusto italiano nelle forme e negli accostamenti tra i materiali ed aggiungono, ci hanno detto, una percezione di paesaggio e di sapori di vini e cibi trevigiani".

Il 'timbro' italiano sulle produzioni di Comprex deriva anche dalla condivisione della cultura del Distretto del Mobile in cui Comprex è immersa come i pesci nell'acqua. "Abbiamo a catalogo numerose nuove soluzioni per la cucina, ricche di accostamenti tra diversi materiali. Recentemente", ha detto Omiciuolo, "siamo stati invitati dai clienti a rivisitare un modello che avevamo presentato per la prima volta nel 2002, e la proposta ci ha lasciati di sasso. E' apparso così 'italiano' quel modello da poter interpretare ancora le attese delle famiglie olandesi. Se appare moderno un modello di oltre dieci anni, vuol dire che il gusto italiano è davvero persistente all'estero e che il design di Comprex interpreta anche il futuro. C'è allora la certezza di poter sviluppare la nostra azienda e il manifatturiero del Nordest".

Torna su
TrevisoToday è in caricamento