Imbrattata e danneggiata la sede di Solidarietà Nazionale a Treviso: Forza Nuova si scaglia contro il Cso Django

L'episodio nella notte tra martedì e mercoledì, in via Pinelli. Secondo i militanti dell'estrema destra trevigiana l'episodio sarebbe da ricondurre ai ragazzi dei centri sociali

La serranda imbrattata della sede di Soliedarietà Nazionale

TREVISO Nelle ultime ore i militanti di Forza Nuova Treviso hanno denunciato un fatto, a loro dire gravissimo, avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì. "Soliti nel sgattaiolare fuori dai loro covi di illegalità nelle ore in cui la gente onesta riposa, i soliti noti hanno dato ennesima prova della loro meschinità imbrattando e vandalizzando la sede in via Pinelli di Solidarietà Nazionale, l'associazione di volontariato impegnata nella raccolta e distribuzione di generi di prima necessità alle famiglie italiane in difficoltà" hanno dichiarato i vertici del partito "Forse perché rea di occuparsi in questi tragici giorni della raccolta e invio di aiuti alle zone disastrate dal terremoto? Nella 'lodevole' opera, loro non si nemmeno sono curati dello spavento provocato ai condomini dall'infrangersi delle finestre rotte sotto i colpi dei sassi. Che tutta Treviso conosca il modus operandi di queste persone: strisciano nel buio per rovinare cose e poi si ergono a persone giuste, permettendosi di giudicare il nostro operato".

"La nostra associazione, che paga regolarmente ogni mese l'affitto della sua sede, sostiene da anni piú di quindici famiglie italiane che vivono nella provincia di Treviso, portando loro cibo ed altri beni raccolti grazie a donazioni della gente o addirittura comprati con i soldi degli stessi volontari, che sono persone di tutte le età ed estrazione sociale diversa - ha affermato Davide Visentin, ex Coordinatore Regionale del movimento - Quanto trovato dai volontari mercoledì mattina fuori dalla sede di via Pinelli è da rimanere senza parole, soprattutto dopo che gli attivisti del Cso Django Treviso, riconoscibili dalla firma lasciata sulla serranda, hanno pensato bene di rovinarla, spaccando finestre e realizzando scritte con una bomboletta dal colore rosso".
 
"Tenendo conto che, nei giorni immediatamente successivi al terremoto che ha duramente colpito il centro Italia, l'associazione con i suoi volontari trevigiani si é subito mossa riuscendo a spedire, nelle zone colpite dal sisma, parecchi bancali di generi di prima necessità di vario tipo piú coperte e vestiti, chi poi compie questi gesti di inciviltà, verso chi fa solo del bene per la propria gente, è degno di essere chiamato con le peggiori parole. Mi auguro - continua Visentin - da cittadino trevigiano, che il sindaco Giovanni Manildo prenda finalmente seri ed immediati provvedimenti nei confronti di questo cosiddetto centro 'sociale'. Deve scegliere caro sindaco, se rendersi ancora complice di questi quattro ragazzini viziatelli e con seri problemi di socialità, o se prenderne definitivamente e pubblicamente le distanze, chiudendo quel covo che é la ex caserma Piave di via Monterumici. Questa gentaglia non meriterebbe neanche tutte queste parole spese per loro, ma questi sono fatti che devono essere portati alla luce del sole, per far si che tutti i trevigiani conoscano chi sta sostenendo il loro sindaco. Mi spenderó quindi in prima persona, assieme ad altre personalità trevigiane, affinché vengano sgomberati quei capannoni".

E dopo questo "ennesimo fatto di teppismo" è intervenuto anche il Consigliere comunale capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo dei Trecento Davide Acampora, il quale ha informato che depositerà nei prossimi giorni un'interrogazione comunale nella quale chiederà al sindaco Manildo quali siano le azioni concrete che intende portare avanti per contrastare questi episodi riconducibili a soggetti dell'estrema sinistra trevigiana frequentanti il centro sociale Django. Acampora, infatti, dice di non "accontentarsi" delle blande dichiarazioni dell'Amministrazione, la quale qualche settimana fa dopo la prima ondata di episodi di vandalismo ai danni di diverse attività commerciali del centro storico si era schierata molto prudentemente 'contro qualsiasi forma di estremismo', non prendendo però una posizione chiara contro quella frangia di estrema sinistra che aveva imbrattato con la bomboletta mezza città. Acampora, piuttosto, si aspetterebbe che il Sindaco ed il suo Vice prendessero una posizione netta, chiara e decisa contro queste persone: "Sono curioso di sapere, alla luce di tutti questi avvenimenti delle ultime settimane che hanno visto compiersi atti vandalici portati avanti da frange dell'estrema sinistra che questa stessa amministrazione finanzia direttamente, cosa faranno concretamente il sindaco Manildo e Grigoletto: si limitereranno a dargli una semplice 'sculacciata' come si fa con i bambini piccoli oppure, come si aspetterebbero i cittadini, si comporteranno finalmente da amministratori super partes cominciando a far rispettare quella famigerata legalità che per tre anni è latitante in citta? Togliendo quindi tutti i privilegi concessi finora agli appartenenti del centro sociale e acquistando un minimo di credibilità agli occhi dei trevigiani. Ho seri dubbi che facciano così ma staremo a vedere", ha dichiarato Acampora.

Il fatto in questione potrebbe essere anche archiviato come "regolazione di conti" tra le due fazioni politiche locali dopo che, proprio nel tardo pomriggio di mercoledì, il Cso Django aveva proclamato una conferenza stampa presso il Duomo di Treviso per spiegare le motivazioni che avrebbe spinto il centro sociale a manifestare in piazza con un corteo antifascista nella stessa giornata, poi annullato a causa dei divieti imposti della Questura. A fomentare gli animi dei ragazzi dell'ex caserma Piave era stata infatti la decisione del collettivo di Lotta Studentesca di creare un presidio contro il degrado dei giardinetti di Sant'Andrea, con annessa raccolta firme, in piazza Borsa e programmato proprio per mercoledì.

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