Investito da una pala meccanica, operaio 53enne perde la vita

L'incidente a Bicinicco, in provincia di Udine, all'interno della Bipan di Bicinicco (Udine). Per Michele Bianco, dipendente della Mion e Mosole di Candelù, non c'è stato nulla da fare. Lascia la moglie Cristina e un figlio di 23 anni

MASERADA SUL PIAVE Incidente sul lavoro poco dopo le 10 di stamane, martedì, alla "Bipan" di Bicinicco (Udine). Un operaio di una ditta esterna ha perso la vita dopo essere stato investito da una pala caricatrice in movimento. Sul posto l'elisoccorso, i sanitari del 118 e i carabinieri per gli accertamenti sulle dinamiche e le responsabilità che hanno portato alla tragedia. A perdere la vita è stato Michele Bianco, un 53enne originario di Maserada sul Piave, in provincia di Treviso.

Sembra che l'uomo si trovasse nei pressi di una ruspa in movimento, carica con legname, sia assi che tronchi. L'operaio alla guida inavvertitamente non avrebbe visto il 53enne, investendolo. Michele Bianco, dipendente di una ditta esterna, la "Mion e Mosole" di Candelù, è morto praticamente sul colpo. Intervenuti sul posto il medico legale e personale della Prevenzione infortuni dell'Azienda Sanitaria, oltre al magistrato di turno, la dottoressa Puppa della Procura di Udine. Il corpo si trova ora all'obitorio di Palmanova per ulteriori accertementi sul cadavere.

Michele Bianco, storico dipendente della Mion e Mosole di Candelù (fin dal 1980), lascia la moglie Cristina Pozzobon ed un figlio di 23 anni. La famiglia era stata funestata da una grave tragedia lo scorso anno quando la sorella di Michele, Patrizia, mancò a causa di un tumore al cervello. Lei e la moglie gestivano insieme, fino a dieci anni fa, un pulisecco a Varago. Grande cordoglio a Maserada per la scomparsa di Michele Bianco: sia l'attuale sindaco, Anna Sozza, che Floriana Casellato, per tanti anni primo cittadino maseradese, si sono strette attorno alla famiglia, così come tutta la comunità.

Dopo l’ennesimo caso di morte sul lavoro di un trevigiano, il Segretario della Fiom Cgil Treviso, Enrico Botter, richiama ancor più l’attenzione nei confronti della sicurezza. “Ancora una volta ci troviamo a commentare una morte evitabile, ancora una volta ci troviamo nella condizione di dover portare le nostre condoglianze a una famiglia. La situazione è ormai inaccettabile e urge cambiare immediatamente rotta sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro – esordisce Botter – Solo nella Marca Trevigiana si contano già sulle dita di una mano i morti sul lavoro da inizio anno, 11mila 352 sono le denunce di infortunio sul lavoro nel 2017, un trend che tende tragicamente a crescere rispetto agli anni precedenti, sintomo di una situazione grave e di un abbassamento generale dell’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel 2017, in tutto il Veneto (fino allo scorso novembre) si sono registrati 69mila incidenti, un migliaio in più dell’anno precedente, con 87 morti.

A perdere la vita è un lavoratore della Mion & Mosole – prosegue Botter – azienda specializzata nella produzione e installazione di impianti di aspirazione industriale. La Fiom provinciale e le Rsu di fabbrica hanno immediatamente proclamato lo sciopero in azienda visto quanto accaduto. Sciopero che oltretutto va a coincidere con la mobilitazione già in atto a livello regionale sui temi della sicurezza, dopo il decesso di un lavoratore delle Acciaierie Beltrame a Vicenza nei giorni scorsi. Domani è stata immediatamente convocata un’assemblea con i lavoratori della Mion & Mosole. Non si escludono altre iniziative nei prossimi giorni a livello provinciale. Se è vero come sembra che i segnali di ripresa ci sono, è necessario invertire la rotta e tornare a investire nella sicurezza. È inutile che parliamo di innovazione, industria 4.0 e modernità se si muore ancora sul posto di lavoro non appena riaccenna la ripresa economica”.

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