Il Parco di Bagnolo al Premio Internazionale di Architettura “Barbara Capocchin"

Il progetto degli architetti Zara e Gaetan è stato selezionato tra i 10 migliori del Veneto dalla giuria internazionale della Biennale Internazionale di Architettura di Padova

Il Parco di Bagnolo

SAN PIETRO DI FELETTO Il progetto del Parco di Bagnolo di San Pietro di Feletto degli architetti Stefano Zara e Paolo Gaetan è stato selezionato dalla giuria internazionale della Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Capocchin” di Padova tra le 10 migliori progettazioni venete. Una soddisfazione grande per i due progettisti e per l’amministrazione comunale che ha fortemente voluto e perseguito la riqualificazione dell’area sportivo-ricreativa a servizio della popolosa frazione di Bagnolo e dell’intera comunità felettana.

«Se quest’opera pubblica è stata realizzata – afferma il sindaco Loris Dalto – il merito va alla caparbietà dell’amministrazione comunale che si è data anima e corpo per trovare finanziamenti. Sapevamo di aver consegnato alla comunità un’opera di straordinaria utilità e funzionalità. La segnalazione ricevuta da una giuria internazionale ci conferma la sua eccellenza anche sotto il profilo estetico e architettonico».  

L’iter dell’intervento è stato complesso e lungo: iniziato nel 2009 si è concluso con l’inaugurazione nel giugno 2016. Il primo stralcio ha previsto: la realizzazione dei percorsi-vita e dei vialetti e la costruzione di due vasche di laminazione a contenimento delle acque del Cervano; il secondo stralcio, l’edificazione di un’innovativa (e bella) struttura polifunzionale a servizio delle attività che si svolgono nell’area, il riammodernamento dei campi di calcetto, pallacanestro e pallavolo, la sistemazione del parcheggio con nuova alberatura e la “cucitura” dei percorsi ciclopedonali esistenti con il Parco stesso, oltre alla realizzazione di un’ulteriore vasca di laminazione. L’intervento è costato complessivamente 365 mila euro, di cui 320 mila coperti da finanziamento regionale, 20 mila da contributo della Polisportiva Valcervano e il resto dal Comune.

«Le scelte progettuali che ci hanno guidato – spiegano gli architetti Zara e Gaetan - hanno risposto agli obiettivi di incentivare la vocazione sociale dell’area, rinforzando i collegamenti ai quartieri vicini con percorsi ciclabili e pedonali; favorire il miglior inserimento nel contesto naturale dei servizi, mantenendo e valorizzando il verde esistente e il paesaggio circostante; inserire la struttura polifunzionale in modo armonioso nell’ambiente mediante l’impiego di materiali, forme e colori del luogo; migliorare la qualità dello spazio pubblico prestando la stessa attenzione progettuale nel disegno dello spazio ‘vuoto’ come al costruito. Il progetto aveva inoltre tenuto conto nella sua articolazione della possibilità di realizzare l’intervento per stralci funzionali, senza che questi interferiscano fra loro».

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