Ancora polemiche sull'Aeroporto Canova: residenti ormai esasperati da rumore e smog

Il Comitato No Aeroporto Treviso e Italia Nostra Treviso, in una conferenza stampa a Palazzo Bomben, hanno dichiarato che molte famiglie sono già pronte a lasciare le loro abitazioni

TREVISO Troppo smog e inquinamento acustico. Una costante da mesi, se non anni. E' questa la lamentela principale dei residenti nei pressi del contestato Aeroporto Canova di Treviso, nel quartiere di San Giuseppe. Una situazione ormai insostenibile, tanto da essere oggetto di un'accesa conferenza stampa tenuta lunedì presso Palazzo Bomben da parte del Comitato No Aeroporto Treviso e Italia Nostra Treviso.  A presenziare alla serata sono stati Giuliano Mansutti (centro studi AereoHabitat; Tecnico e Consulente Aeroportuale), l'On. Arianna Spessotto (membro IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati per il M5S), Berto Zandigiacomi (vice presidente Italia Nostra Treviso) e Giulio Corradetti (presidente Comitato No Aeroporto Treviso).

Come sempre, ad essere principalmente contestato è il numero di voli totali dello scalo trevigiano. Secondo infatti i dati a disposizione dal comitato, come riporta "il Gazzettino", l'aeroporto nel 2017 ha superato la soglia dei tre milioni di passeggeri totali per un +14,4% rispetto al 2016, con un contestuale aumento dei voli pari al 9% (totale di oltre 21 mila voli su un limite di 16mila). "L'aeroporto Canova è il più pericoloso d'Italia? Perché il limite dei voli?", questo è quello che si chiede Italia Nostra: "Si mente in modo plateale sui dati relativi all'occupazione ed ai benefici e si nasconde il rischio costante di un aeroporto considerato il più pericoloso d'Italia e d'Europa!".

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Alla riunione erano poi attesi i primi cittadini di Treviso, Quinto e Zero Branco, ma nessun sindaco si è presentato, scatenando le ire dei residenti che, vista anche la reticenza della Regione e dei vertici aeroportuali su rendere disponibili i dati in merito all'impatto ambientale dello scalo, sono ora pronti a munirsi (a spese proprie) di una centralina mobile di valutazione ambientale. Un ultimo passo prima di pensare seriamente ad abbandonare case ed attività commerciali della zona per traferirsi distante dal "Canova".

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