Fotografo dei ciclisti derubato di tutte le sue macchina, scatta la gara di solidarietà

Brutta disavventura per Alessandro Billiani, di Colle Umberto: domenica sera qualcuno aveva scassinato la sua auto durante una gara che si svolgeva a Torre di Mosto. Lo sfogo sul web: "Game over, l'attività si ferma"

COLLE UMBERTO Brutta disavventura quella capitata domenica scorsa al fotografo di Colle Umberto, Alessandro Billiani, molto noto perchè da anni immortala numerose corse ciclistiche in tutta la regione e non solo: ignoti hanno mandato in frantumi un finestrino della sua auto e hanno trafugato buona parte della sua costosa attrezzatura. L'episodio è avvenuto a Morre di Mosto, nel veneziano. Molti tra amici e ciclisti si sono offerti di fare una colletta per ricomprare il materiale.

Alessandro Billiani si è sfogato sulle pagine del sito Trevisomtb.it. E’ la vita, e come è capitato a tantissimi (purtroppo) bikers, ad altrettanti negozi specializzati, e chi più ne ha più ne metta, oggi è capitato anche a noi, anzi, a me personalmente, succede ed è successo. A fine gara, come è successo appunto a tanti, qualcuno ha messo gli occhi sulla mia attrezzatura che nel mio caso non è una MTB di alta gamma ma due macchine fotografiche, 3 obbiettivi, 2 flash al top e tutto il materiale che uso per fotografare le gare. Nel complesso vale anche un po’ di più e soprattutto serve per lavorare e dare immagini a tutto il movimento. Questo "qualcuno” mi ha evidentemente seguito a fine gara, guardando anche bene dove avevo messo lo zaino ed altre attrezzature in macchina. Scendo un attimo portando con me il PC per elaborare le foto come ogni domenica, e come ad ogni gara ed evento, spesso più di una a settimana avrebbe potuto succedere, è successo oggi: appena entrato nell’accogliente e familiare ambiente che pensavo di usare per lavorare scatti, comunicato ed info gara, sento l’allarme dell’antifurto che suona. Meno di 30 secondi per uscire e trovo  il finestrino rotto ( proprio quello giusto eh, avevano sorvegliato bene) e tutta l’attrezzatura sparita.

Il tempo di accendere il motore e ho cercato subito di raggiungere il ladro, ma ovviamente senza alcun risultato. Dileguato/i tra le stradine in pochi attimi. Sono per definizione più furbi e naturalmente bastardi di noi che ci facciamo il culo per cercare di fare qualcosa che abbia un senso, arraffare gli strumenti di lavoro degli altri, soprattutto se facili da smerciare, è  molto più semplice.

Per questo sito e me personalmente che lo gestisco da sempre ed ho comprato uno ad uno negli anni gli attrezzi per mettere on line immagini di buon livello, è un danno da 7/8000 euro, impossibile ad ora da colmare. Per chi se l’è arraffato l’introito saranno poche centinaia raccattate qua e là, come succede. Questo fa bruciare nell’immediato, ma quello che brucia di più è che questo furto mette sostanzialmente fine all’attività fotografica, per la dinamica degli introiti possibili che non consentono un rapido rimpiazzo dell’attrezzatura, e ancor meno continuare nei servizi "in qualche modo”, come? Boh

Quindi per farla corta adesso, appena finite queste righe di mero sfogo sto elaborando le foto di oggi che si sono salvate perché le avevo in mano, nella borsa del PC. Nei prossimi giorni vedrete come sempre integrazioni, completamenti e tutto quello che faccio/facciamo sempre.

Salvo qualche strano "miracolo” che può anche succedere, ma le probabilità sono infinitesime, questo però sarà l’ultimo servizio foto mie targato TrevisoMTB. Non vedo alcuna possibilità di continuare nel modo che ritengo dignitosamente accettabile. E’ anche un avviso agli atleti che attendono le loro immagini alle corse e  soprattutto alle società organizzatrici che hanno prenotato gli altri servizi, a cominciare da uno domani e che ovviamente avvertirò una ad una,  che questo furto rappresenta il mio personale "Game Over”. Non voluto, è ovvio, ma obbligato dalle circostanze.

Potremmo inserire scatti di altri nel web che gestisco e forse lo faremo, ma ora non è ancora il momento di progettare soluzioni di ripiego, lo scrivo e basta. Tutto qua, è stato bello finchè è durato, ora sembra che non ci sia alcuna condizione perché continui.

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