I piccoli pazienti del Ca' Foncello e i loro genitori a scuola di risata

Un momento in cui tutti hanno imparato la condivisione dei momenti di benessere e di gioia mirati al recupero di un equilibrio emozionale. Docente è stato Richard Romagnoli, master trainer e ambasciatore nel mondo di yoga della risata

TREVISO Giornata particolare oggi alla Scuola in Pigiama della Pediatria del Ca’ Foncello. I piccoli pazienti oncologici insieme ai loro genitori hanno sostenuto una lezione di ottimismo e felicità. Docente, Richard Romagnoli, master trainer e ambasciatore nel mondo di yoga della risata. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Soroptimist Club di Treviso. Alla lezione era presente il Direttore generale Francesco Benazzi.

Risate e ottimismo. Per un’ora i bambini oncologici dell’Ospedale di Treviso oggi sono stati a lezione di una materia speciale: il saper ridere. Il tutto accompagnati dai genitori e alla presenza dei medici e degli infermieri. Un momento in cui tutti hanno imparato la condivisione dei momenti di benessere e di gioia mirati al recupero di un equilibrio emozionale.  Docente è stato Richard Romagnoli, master trainer e ambasciatore nel mondo di yoga della risata, certificato direttamente dal dott. Madan Kataria, fondatore di questa disciplina, in India dove ha vissuto per alcuni anni con la sua famiglia per dedicarsi al volontariato in scuole, ospedali e orfanotrofi, creando un gruppo di clown dottori.

Nel corso degli anni, Romagnoli – collaboratore di imprese internazionali come life coach per il benessere delle risorse umane - si è specializzato in questa materia fino ad analizzarla dal punto di vista scientifico e da diventare esperto mondiale nel campo della Laughter Therapy e della metodologia della risata incondizionata. Un metodo guidato da tecniche semplici che favoriscono i percorsi terapeutici. “E’ stato un evento rilevante – sottolinea Francesco Benazzi, Direttore generale – sia per l’impatto sui pazienti e i familiari sia per lo scopo primario a cui mira. Ha portato in un ambito così delicato come l’oncologia pediatrica un ulteriore tassello di quell’umanizzazione dei servizi ospedalieri che riteniamo sempre più importante. Ringrazio il Soroptimist per questa ulteriore prova di collaborazione nell’obbietivo comune che èil bene dei nostri pazienti”.

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