Cacciatore colpisce ad un occhio l'amico, indagato per lesioni colpose

Il sostituto procuratore Anna Andreatta ha disposto il sequestro del fucile del 32enne, ordinando anche il sequestro della licenza di caccia che peraltro l'aveva appena ottenuta

E' indagato con l'accusa di lesioni colpose  A.G., il 32enne cacciatore  che domenica mattina ha centrato in pieno volto l'amico 40enne Ronny Giusti, originario di Montebelluna e residente ormai da anni a Volpago. Il 32enne e Giusti, insieme ad un altro cacciatore, erano impegnati in una battuta nelle campagne collinari di Volpago del Montello. Il sostituto procuratore Anna Andreatta ha inoltre disposto il sequestro del fucile che ha sparato, ordinando anche il sequestro della licenza di caccia ad A.G., che peraltro l'aveva appena ottenuta. Il 40enne è stato preso in pieno al volto  da una rosa di pallini destinata ad un fagiano. Uno ha raggiunto l’occhio. Giusti, bracciante agricolo, è stato operato d'urgenza ma rischia di perdere la vista all'occhio malgrado l'operazione d'urgenza a cui è stato sottoposto al Ca' Foncello di Treviso, dove è stato trasportato dall'elisoccorso del Suem 118 intervenuto sul luogo dell'incidente. La dinamica dei fatti  lascia pensare ad una tragica fatalità: Giusti si era allontanato dagli altri due per raggiungere un piccolo promontorio. Poco dopo A.G. avrebbe avvistato un fagiano mentre si alzava in volo e sparato. Ma sulla linea di fuoco c'è l'amico, preso in pieno. Scioccato il 32enne, che aveva ereditato la passione per la caccia, e i fucili, dal padre scomparso qualche anno fa.

ZANONI (PD): E' UNA MATTANZA «Non si può restare inermi di fronte a questa mattanza. Servono provvedimenti urgenti per limitare la caccia, oltre a controlli maggiori e sanzioni davvero efficaci perché maneggiare un’arma non è un gioco». È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commentando il grave incidente accaduto nelle campagne di Volpago con un cacciatore che rischia di perdere un occhio dopo essere stato colpito da un amico che stava mirando un fagiano. «Il bollettino di guerra continua ad aggiornarsi di settimana in settimana. A fine ottobre, secondo i dati delle associazione Vittime della caccia, i morti erano già otto a cui si aggiungono ventiquattro feriti, due addirittura minorenni. Il ministro Costa qualche settimana fa, per ridurre il numero di incidenti e le loro conseguenze, aveva proposto di vietar l’attività venatoria di domenica. Peccato che dopo aver lanciato il sasso abbia nascosto la mano. Evidentemente uno se il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. In Veneto - evidenzia il vicepresidente della commissione Ambiente - la situazione è particolarmente grave visto che ogni anno sono documentati circa cento casi relativi ad abusi, violazioni di caccia e bracconaggio. Episodi che regolarmente sottopongo alla Giunta con interrogazioni dettagliate, ricevendo però risposte di circostanza, come se il problema non li riguardasse. Anziché rispondere sempre ‘presente’ alle richieste delle lobby estremiste del mondo venatorio, Zaia si preoccupi della sicurezza dei veneti: a causa della carenza di controlli, infatti, viene scoperto e punito circa un cacciatore su mille».

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