Il diritto sacrosanto di sapere cosa mangiamo

Giorgio Polegato: «L’indicazione dell’origine in etichetta è la vittoria di Coldiretti»

«Penso che non ci sia nessun parlamentare che voglia l’anonimato per gli alimenti che mangiamo. E mi auguro che l’iter parlamentare del Dl semplificazione porti con sé quello che è un sacrosanto diritto per i consumatori italiani». Così Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, attende l’arrivo definitivo dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy. «E’ una nostra grande vittoria come ha ben detto il nostro Presidente nazionale - afferma Polegato - La norma consentirà di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa». In particolare si individuano disposizioni nazionali autorizzate nell’ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante.

«E’ incredibile dover lottare per un obiettivo che dovrebbe essere scontato - spiega il Presidente della Coldiretti trevigiana – quello di dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche di difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro».

A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI
Cibi con l’indicazione origine                                                    E quelli senza


Carne di pollo e derivati                                                       Salumi
Carne bovina                                                                       Carne di coniglio
Frutta e verdura fresche                                                       Carne trasformata
Uova                                                                                     Marmellate, succhi di frutta, ecc
Miele                                                                                    Fagioli, piselli in scatola, ecc.
Extravergine di oliva                                                            Pane
Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*)                  Insalate in busta (IV° gamma), sottoli
Latte/Formaggi (*)                                                              Frutta e verdura essiccata
Pasta (*)

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