Mostra "Scarpa e Olivetti. Sinergie tra parole e progetti"

Al centro Carlo Scarpa presso l’Archivio di Stato di Treviso si trova la mostra Scarpa e Olivetti. Sinergie tra parole e progetti, promossa dal Comitato paritetico per la valorizzazione dell’opera di Carlo Scarpa e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XX secolo con la collaborazione del Centro Internazionale di Studi Andrea Palladio e aperta al pubblico dal 25 maggio 2018 al 13 gennaio 2019.

Tra il 1956 e il 1978 si colloca la straordinaria collaborazione tra la Olivetti e Carlo Scarpa, genio indiscusso dell'architettura del Novecento, collaborazione magnificamente rappresentata dal progetto capolavoro del Negozio di piazza San Marco a Venezia, commissionato da Adriano Olivetti nel 1958. Nella mostra, viene raccontata questa storia di eccellenza che ha segnato la cultura architettonica italiana nel Novecento e che viene esplorata attraverso documenti d'archivio, disegni e scritti, testimoni di un'inaspettata condivisione di valori e vicende che il grande maestro veneziano ha sempre ricordato con devota gratitudine.

Nel 1908 Camillo Olivetti costituisce la società in accomandita semplice «Ing. Olivetti et Compagnia», avviando una politica d’impresa attenta al sociale e all’innovazione; a partire dagli anni Trenta il figlio Adriano ne trasforma radicalmente il progetto industriale e ne promuove lo sviluppo commerciale su scala internazionale, con l’idea che la fabbrica e il suo territorio possano e debbano diventare luogo di sperimentazione anche etica ed estetica. Nel secondo dopoguerra Olivetti si apre alle politiche sociali più avanzate con il Movimento di Comunità, fondato nel 1948 nell’intento di contribuire a promuovere un’articolazione democratica dei centri abitati e produttivi e una loro concezione «a misura d’uomo». L’attività culturale è una componente basilare del Movimento e, con la creazione nel 1946 della casa editrice Edizioni di Comunità, si estende anche alla pubblicazione di libri e riviste.

Le attività e il progetto politico-culturale di Olivetti suscitano grande interesse e partecipazione tra gli intellettuali, anche di formazione diversa, e il grande impulso dato alla pianificazione urbanistica, al design e all’architettura fa sì che le esperienze olivettiane diventino un terreno di sperimentazione unico per molti architetti, urbanisti e designer italiani. All’interno di questa “comunità” trova origine e si consolida poi il rapporto di Carlo Scarpa con l’imprenditore e più in generale con il «mondo Olivetti», giacché le diverse occasioni si inseriscono in una più ampia e poliedrica rete di relazioni dirette e indirette con figure legate all’arte, alla politica, all’università, all’impegno civile e alla cultura in generale. Il primo incontro tra Scarpa e Olivetti ha luogo nel 1952 in occasione del IV congresso dell’Istituto Nazionale di Urbanistica a Venezia. Il nome e l’opera di Scarpa, cui nel 1956 viene anche assegnato il premio Olivetti per l’architettura, iniziano a trovare in quegli anni una certa risonanza sulle pagine di alcune delle pubblicazioni di Edizioni di Comunità, da “Zodiac” a “Metron” fino a “Comunità” e “Sele Arte” e “attraverso l’intermediazione di autorevoli figure della storia e della critica d’arte e di architettura - come Bruno Zevi, Carlo Ludovico Ragghianti, Sergio Bettini, Licisco Magagnato, Giuseppe Mazzariol e Pier Carlo Santini - che contribuirono notevolmente a far conoscere Carlo Scarpa e a imporne il nome, accreditandone la qualità del lavoro.

Il rapporto di stima professionale e personale instauratosi tra Carlo Scarpa e Adriano Olivetti si è quindi tradotto più volte in occasioni progettuali su committenza dell’impresa di Ivrea, anche in seguito alla morte del suo carismatico fondatore nel 1960: oltre al noto showroom di piazza San Marco a Venezia (1957-58), Scarpa ha infatti partecipato ad un concorso bandito dalla Olivetti nel 1955 per la realizzazione di una colonia montana a Brusson in Val d’Ayas, e nel 1969 ha allestito, su incarico di British Olivetti, la mostra “Frescoes from Florence” presso la Hayward Gallery di Londra come segno di riconoscenza per gli aiuti forniti dal popolo inglese a Firenze durante l’alluvione. I tre progetti redatti da Carlo Scarpa su committenza Olivetti, rispettivamente a vocazione sociale, commerciale e culturale sono espressione emblematica del complesso programma architettonico della Società ma soprattutto ne attestano punti di convergenza e sintonia e campi di impegno condivisi.

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