Il trevigiano Marco Tonon ha vinto l'Oscar Green 2018

Giovane imprenditore di Paese ha conquistato la giuria grazie alle sue birre create con cereali prodotti nella sua azienda e aromatizzate con fiori coltivati nelle sue serre

Nella foto da dx il sottosegretario Franco Manzato, il premiato Marco Tonon e il presidente di Coldiretti Treviso Giorgio Polegato

PAESE Marco Tonon, giovane imprenditore agricolo di Paese è un Oscar Green 2018. Ha convinto la giuria grazie alle sue birre create con cereali prodotte nella sua azienda e aromatizzate con fiori coltivati sempre nelle sue serre.

"E' una gioia aver avuto una decina di realtà trevigiane in finale - racconta a caldo Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso - la nostra provincia non è seconda a nessuno in fatto di giovani e innovazione, ma direi che dobbiamo essere orgogliosi di tutte quelle realtà che nel nostro Bel Paese rendono unico il made in Italy. Complimenti infine a Marco e alle sue stupefacenti birre e alle due canbdidate venete all'Oscar Green Nazionale". “Ogni anno in questa occasione consegniamo all’opinione pubblica uno spaccato imprenditoriale di tutto rispetto iniettando fiducia nell’agroalimentare italiano, che manifesta tutto l’appeal attraverso le nuove generazioni che investono continuamente nel settore”. Le parole di Alex Vantini Delegato di Giovani Impresa Coldiretti esprimono tutto il senso del concorso dell’innovazione in agricoltura giunto alla 12^ Edizione che porta il titolo di Oscar Green. In aula magna del Bo di Padova quasi 400 neo imprenditori provenienti da ogni parte della regione hanno applaudito i concorrenti che con i loro progetti stanno portando linfa nuova al settore facendolo uno dei più gettonati da chi sceglie come sfida professionale la qualità della vita, la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare e la valorizzazione della civiltà contadina. “Il Veneto si è presentato come una fertile “terra di idee” – ha detto il presidente regionale Daniele Salvagno - molte le storie da conoscere: dai ritorni all’approccio da neofiti fino alle rinunce a sicure carriere professionali. Il primario grazie alle nuove generazioni brilla per la tecnologia, l’innesto col digitale e conserva il rispetto della tradizione,  un’iniezione di speranza per il sistema economico e del Made in Italy”. E’ grazie a loro se le viti sono ancora piantate sulle Dolomiti, se la pecora alpagota continua ad essere allevata, se lo zafferano si è trasferito in Pianura Padana, se la canapa sta vivendo la sua riscoperta, se si beve una birra a kmzero, se il kaki diventa aceto, se nelle aree marginali le piante officinali sono biocreme, se la gelateria del centro si sposta in campagna, se i cittadini possono decidere quale lana usare direttamente toccando un alpaca, se il pesce di lago viene servito pescato e confezionato, se il turismo è slow, se le aziende fanno rete per fare meglio marketing e così via.

“L’elenco delle tante esperienze è lungo ed incoraggiante – ha precisato il direttore Pietro Piccioni – soprattutto per chi sa guardare nella direzione giusta comprendendo che serve preparazione e cultura per gestire un’impresa agricola. Finanziamenti ed agevolazioni aiutano in questa scommessa ma è necessario ancora sburocratizzare e alleggerire l’intraprendenza giovanile con processi che Coldiretti promuove da tempo grazie ai Centri di Assistenza Agricola che aumentano la velocità nella richiesta di autorizzazioni e permessi facilitando l’operatività quotidiana. Non ultimo l’introduzione del “Portale del Socio” per ridurre i passaggi amministrativi attraverso internet, connettendosi dal campo alla contabilità on line”. La cerimonia è stata salutata dal Rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto e presieduta dal Sottosegretario delle Politiche Agricole e Forestali Franco Manzato.  Presente anche l’assessore veneto Giuseppe Pan, presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, Claudia Albani dell'Area economia confederale. Dopo la lectio magistralis di Luciano Gamberini, direttore del Centro Ricerche HiT Human Inspired Technology sono stati proclamati i finalisti delle sei categorie previste dal concorso: il birraio trevigiano Marcon Tonon per Campagna Amica, l’aceto di kaki da Verona di Eleonora Farinazzo per Creatività, l’agrigelato della bellunese Carolina Da Rold per Fare Rete, Alberto Baruffato da Vicenza con la sua lana di alpaca per Impresa 3.Terra,  Sibylle Righetti con la barca della bontà degli ultimi a Venezia per Noi per il Sociale, la rodigina Giulia Casellato con la casa ad impatto zero per Sostenibilità. Menzione speciale alla veronese Sofia Maria Tezza per il suo olio imbottigliato con etichetta in braille. Tra loro due rappresentanti andranno alla finale nazionale: Eleonora Farinazzo e Sybille Righetti. I partecipanti si sono iscritti on line durante l’estate auto classificandosi in base alle caratteristiche della azienda che conducono evidenziando così peculiarità come fantasia, capacità comunicativa, originalità, impatto ambientale, aspetti sociali, redditività e internazionalizzazione. Un grande successo per un'iniziativa nel pieno rispetto dell'ambiente e della natura.

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