Accoglienza richiedenti asilo, cooperative in difficoltà: ecco l'appello del PD provinciale

Il Segretario Provinciale Zorzi: "Il taglio drastico ai fondi per gli immigrati nasconde la volontà politica di colpire questi tentativi virtuosi di dare sicurezza e dignità a queste persone"

“Dopo aver raccolto le testimonianze di difficoltà e disagio di molte cooperative del territorio, ci rivolgiamo al Prefetto di Treviso affinché intervenga subito per bloccare gli effetti devastanti del Decreto Salvini sul sistema di accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo. Sistema, questo,  messo in piedi con grande fatica in questi anni da cooperative, imprese sociali e amministrazioni comunali nella nostra provincia – afferma con forza Giovanni Zorzi Segretario Provinciale PD - Quel decreto, che migliaia di trevigiani hanno contestato scendendo in piazza il 2 febbraio a Treviso, Montebelluna, Castelfranco, Mogliano e Vittorio Veneto, è un atto disumano che mira a colpire chi si è impegnato nei progetti di accoglienza diffusa e ha lavorato con tenacia per conciliare integrazione e sicurezza”.

"Grazie a queste iniziative, come gli Sprar e i Cas, più di 1.000 richiedenti asilo in provincia di Treviso sono stati seguiti nei loro percorsi di accompagnamento che ha permesso loro, inseriti in piccoli gruppi, di imparare la lingua, di valorizzare le loro competenze professionali e di rendersi utili alle comunità che li hanno accolti. Il taglio drastico ai fondi per questi progetti nasconde la volontà politica di colpire questi tentativi virtuosi di dare sicurezza e dignità a queste persone" continua l'esponente del PD trevigiano.

“Ora il rischio è che, se la maggior parte delle cooperative non è in grado di accettare le nuove condizioni economiche, a fronte, peraltro, di un pesante ritardo nei pagamenti per il lavoro svolto nell’ultimo anno, avremo un migliaio di richiedenti asilo costretti a uscire da questi percorsi. Per loro due sono le strade: precipitare nella clandestinità, considerato che sono persone in attesa di una qualche forma di riconoscimento dello status giuridico, o finire dentro i due grandi centri della provincia, la caserma Serena a Treviso e la Zanusso a Oderzo, che Salvini, non più tardi di un mese fa, durante la festa della Lega a Treviso, aveva solennemente promesso di chiudere. Sono due opzioni - prosegue Zorzi - che vogliamo assolutamente scongiurare perché chi ripara nella clandestinità diventa preda delle ben radicate organizzazione criminali locali e  perché l’accoglienza in grandi assembramenti è stato dimostrato, sulla pelle anche dei trevigiani, non serve a dare dignità a queste persone e sicurezza alla comunità che li accoglie".

"E’ altrettanto importante considerare i numerosi posti di lavoro in gioco, competenze e professionalità che si sono formate in questi anni e che sono state messe a disposizione dei servizi dei nostri Comuni. Dal momento che i primi che saranno chiamati a dare una risposta a questa difficile situazione sono propri i sindaci dei comuni che hanno ospitato questi progetti, quasi la metà dei 95 in provincia di Treviso, auspico che l’appello che rivolgiamo al Prefetto sia condiviso anche dal Presidente della Provincia nella speranza che, essendo dello stesso partito di Salvini, possa far capire al suo capo l’assurdità, la pericolosità e la disumanità di questo decreto” conclude Zorzi.

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