Incidenti mortali sul lavoro, Zanoni (PD): «La Regione mantenga gli impegni presi»

Il consigliere regionale trevigiano: «La Regione investa in maniera consistente sulla sicurezza e formazione degli operatori e colmi le gravissime lacune di organico degli addetti ai controlli sul lavoro»

«La sicurezza sul lavoro continua a essere un’emergenza: Zaia dia seguito agli impegni sottoscritti 18 mesi fa con il “Piano Strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori. Personale, formazione e monitoraggio, sono rimasti sulla carta». È la richiesta che arriva da Andrea Zanoni, consigliere regionale PD dopo il settimo incidente mortale sul lavoro in provincia di Treviso, presso un’azienda agricola di Altivole dove la vigilia di Natale ha perso la vita un giovane di 25 anni annegato in una vasca di liquami.

«Il conto dei morti sul lavoro nel 2019 è drammatico- prosegue Zanoni - ad oggi contiamo la settima vittima nella Marca mentre i dati aggiornati al 30 settembre, arrivano a 40 decessi in Veneto e 563 in tutto il Paese, vuol dire 2 morti al giorno, tutti i giorni, sabati, domeniche e feste comandate comprese. Al primo punto del Piano sottoscritto tra Cgil Cisl e Uil Veneto e la Regione Veneto, firmato nel luglio del 2018 a Venezia, c’era il rafforzamento del personale, con la prevista assunzione di 30 tecnici della prevenzione Spisal. La maggior parte delle assunzioni è avvenuta, ma il numero di tecnici Spisal è più o meno fermo: la metà degli assunti é andata a sostituire il personale che, nel frattempo, si è pensionato o trasferito. E molte di queste assunzioni sono comunque effettuate con contratti a termine a 12 mesi. A Treviso inoltre emerge una delle situazioni piu’ emergenziali dove mancano all’organico ben cinque tecnici Spisal e quattro medici».

«All’incontro al quale partecipai lo scorso 9 dicembre a Mestre “Lavoro-Prevenzione-Sicurezza" promosso da Cgil, Cisl e Uil per fare il punto sui risultati dell’accordo siglato a luglio 2018 è emersa una situazione molto preoccupante. L’accordo è fermo al palo, in Veneto ci sono state 69 vittime nel 2018 e già 41 nel 2019, 366 negli ultimi otto anni. È una strage ininterrotta che chiama tutti in causa: serve un cambio culturale da parte degli imprenditori, ma anche le istituzioni devono fare la propria parte, a maggior ragione con numeri così drammatici. Fin qui, invece, solo promesse e zero fatti».

«Dovevano esserci 30 nuovi assunti negli Spisal – attacca Zanoni - cifra comunque insufficiente visti i pensionamenti, ma da 127 siamo passati a 134 con una contropartita in negativo che ha portato a un taglio di retribuzioni del 15%. Con risorse, umane ed economiche, scarse la qualità degli interventi non può che peggiorare, come hanno denunciato gli stessi sindacati. È stata poi depotenziata la Direzione regionale sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro, mentre non è stato istituito l’Osservatorio per il monitoraggio della omogenea applicazione delle norme sui cantieri. Non è così che si fa prevenzione. Le problematiche, come emerso dal convegno di Mestre, sono davvero a 360 gradi. Il sistema formativo è ancora carente e va strutturato in modo omogeneo, mentre l’informazione sui rischi non è supportata da uno spazio dedicato nel sito ufficiale della Regione, come era stato promesso. Inoltre – sottolinea Zanoni - il Report di metà anno conteneva dati sbagliati ed è stato addirittura ritirato».

«Come Gruppo consigliare PD Abbiamo chiesto a Zaia – prosegue Zanoni – di riconvocare immediatamente il tavolo strategico per verificare il rispetto degli impegni presi e che la Regione investa in maniera consistente sulla sicurezza e formazione degli operatori.  Non possiamo limitarci a un’attenzione sporadica sulla scia emozionale dell’ennesimo incidente – continua Zanoni - Serve un impegno quotidiano, pianificato, costante e progressivo, condiviso tra imprenditori, lavoratori e istituzioni. E sono proprio quest’ultime a dover dare un segnale forte e concreto, non effimeri slogan ai quali Zaia sembra aver abituato tutti i veneti».

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