Luca De Carlo escluso dal Parlamento: al suo posto il trevigiano Paolin

Dopo il riconteggio dei voti il seggio destinato al sindaco di Calalzo (Fratelli d'Italia) è andato al leghista Giuseppe Paolin di Possagno. «Non farò ricorso»

Luca De Carlo (Immagine d'archivio)

«Un riconteggio, un po’ tardivo per la verità, mi sbatte fuori dal Parlamento. Dura da digerire dopo due anni e mezzo dove mi sono speso e parecchio, senza soste o calcoli. Non farò ricorso e non tenterò di prendere tempo e rimanere magari grazie a qualche cavillo, qualche mese in più. Non ci voglio più pensare, è la seconda volta che mi capita e mi si friggerebbe il cervello. Voglio ricaricarmi e ripartire, dedicare le mie energie alla cosa che più mi piace: fare politica nella speranza di risolvere i problemi della gente non solo i miei. Voglio recuperare entusiasmo e tornare in piazza a raccontare il mondo che vorrei. Oggi soffro un po' (tanto) ma da domani chi lotta con me?»

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Con queste parole il sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, ha commentato su Facebook la notizia del riconteggio choc che l'ha escluso dalla Camera consegnando di fatto il seggio che era stato destinato a Fratelli d'Italia al leghista Giuseppe Paolin, originario di Possagno. Per De Carlo la notizia suona come una vera e propria beffa. Il riconteggio dei voti è avvenuto infatti a più di due anni di distanza dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Tutto è nato dal ricorso presentato proprio dal leghista Paolin, escluso dal Parlamento per lasciare posto a De Carlo. La correzione di una serie di errori di trascrizione tra le colonne dei voti di Lega e Fratelli d'Italia ha portato alla decurtazione di 20mila preferenze che erano state assegnate a Fdi in maniera erronea. Il partito guidato da Giorgia Meloni si è trovato così con un seggio in meno del previsto, quello di De Carlo per l'appunto, che è stato assegnato al primo dei deputati non eletti nella Lega, il trevigiano Giuseppe Paolin. Ora ci vorrà ancora un mese prima che il subentro diventi effettivo.

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