Lettera d'indignazione di Fiamma Tricolore per la multa alla targa di Saccol

La polizia locale di Valdobbiadene ha sanzionato un'iscrizione ai militi deceduti, per mano partigiana in galleria, della X Mas

I militanti davanti al capitello

VALDOBBAIDENE Nei giorni scorsi i militanti trevigiani di Fiamma Tricolore hanno inviato una lettera d’indignazione al sindaco, alla Giunta e al Consiglio del Comune di Valdobbiadene, in merito alla multa elevata dalla polizia locale del posto per la targa apposta in memoria dei militi della X Mas e dei cittadini fatti esplodere, rinchiusi in una galleria, dai partigiani.

Di seguito il testo della lettera firmata da Giovanni Battista Patete, della Federazione MSFT Treviso:

"Egr. Sig. Sindaco, Spett.le Giunta, Spett.le Consiglio Comunale, il 6 novembre abbiamo appreso dalla stampa, che la polizia locale del Vostro Comune ha accertato un illecito per abuso paesaggistico, in merito alla targa scoperta due mesi fa a Saccol in memoria di civili e militari della X Mas trucidati in quei luoghi il 4 e 5 maggio 1945. Lei, ha testualmente affermato: “Tutto il territorio di Valdobbiadene è vincolato, qualsiasi installazione deve ottenere una autorizzazione. Questo vale anche per il comune, anche per un nuovo palo della luce serve l'autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza”. Ora noi non sappiamo se l'autorizzazione sia stata chiesta o meno, non discutiamo la correttezza dell'accaduto, ma sinceramente, ci dica quale deturpamento dell’ambiente può provocare una targa posta sul retro di un capitello? Davvero il motivo è solo quello? Considerate tutte le polemiche che sono nate in seguito all’apposizione della targa stessa, era proprio necessario dar luogo a questa verifica?, non pensa che le procure siano già oberate di fascicoli a cui faticano dare risposta?, serviva anche questo? Come detto, non discutiamo sulla regolarità del rilievo ma sull'opportunità dello stesso!"

"Si parla da anni, inutilmente, di pacificazione, di unificazione, ma le parole continuano a cadere nel vuoto. Noi da buoni cristiani crediamo che tutti i morti vanno onorati, convinti che la morte, almeno quella, ci rende tutti uguali davanti a Dio, e per questo pensiamo che ognuno debba avere il diritto di celebrare e commemorare i propri defunti. La lapide vuole ricordare prima di tutto dei cittadini italiani che per troppo tempo sono stati dimenticati e, badi bene, non vogliamo entrare nel merito del come, del perché e da parte di chi, ma soltanto ricordarli così come vuole la carità cristiana. Ci sono già state troppe polemiche che hanno visto associazioni e addirittura figure istituzionali prendere posizione contro l'installazione di una semplice lapide, un gesto innocuo e cristiano e, quindi il sopralluogo e la sanzione che la Vostra polizia locale ha ritenuto di dover attuare, con vero e celere senso del servizio, ci sembra alquanto discutibile. Noi crediamo che tutto questo non sia un bel gesto, perché, innanzi tutto, dovremmo avere il coraggio di accettare la nostra storia, specialmente in un momento nel quale finalmente si ha il coraggio di portare a conoscenza anche le verità scomode, in un momento nel quale sta crescendo il desiderio di una rinascita culturale, storica e sociale, senza falsità alcuna. La Nostra è una semplice lettera per manifestare l'indignazione per quanto accaduto e, nella speranza che prevalga il buon senso, certi di una Sua risposta alle nostre considerazioni, e augurandoLe il meglio, La salutiamo distintamente".

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