La Lega e le donne, un conflitto sempre più evidente

Commissione pari opportunità ridotta da 24 a 8 partecipanti. L'opinione dell'ex parlamentare trevigiana Laura Puppato: «Un pessimo segnale che va combattuto in modo forte, quotidiano»

Laura Puppato

E’ da tempo che i segnali giunti dalla parte più destrorsa e conservatrice del governo giallo-verde preoccupano il mondo femminile, il caso Verona contro la 194, il ddl Pillon sull’avviso condiviso, l’incontro mondiale sulla famiglia tradizionale...ma ora l’attacco si fa più locale, spudorato ed evidente. Una città importante come Treviso vede demolire, brutalizzandone la partecipazione, la commissione che si occupa delle pari opportunità, come se il tema non esistesse. Quale migliore conferma per negare un problema cancellarne  il centro di valutazione e discussione?  Niente telefoni azzurri o rosa, niente rappresentanza delle diverse forze politiche, niente associazioni che si occupano di violenza domestica e integrazione per le migranti...

Per eliminare un tema grande come una casa come le mancate pari opportunità, per la Giunta Conte di Treviso basta negarne l’esistenza. In effetti così si è sempre fatto nella storia dei regimi, vietare la partecipazione, soprattutto quella competente e consapevole, rende tutto più lontano, nominale, meno interessante fino a morte naturale di commissioni sotto-sotto, considerate inutili...pure una palla al piede in molti casi. Ma qual è la condizione della donna veneta ed italiana oggi? Le donne sono un valore anche economico fondamentale, la Banca d’Italia afferma che se il 60% delle donne italiane lavorasse avremmo un incremento del 7% di PIL, non staremo al 70’ posto del Global gender Gap Index tra i peggiori Paesi d’Europa, 25.000 lavoratrici l’anno lasciano il lavoro dopo il primo figlio, il 25% rinuncia alla maternità per ragioni professionali o di scarsi servizi, ricevono uno stipendio mediamente inferiore del 20% agli uomini e nel 35% dei casi inferiore al reddito minimo di 780€.

Inoltre la violenza verso le donne con omicidi efferati continua in una escalation senza fine, al punto da coniare il termine femminicidio come causa di morte, una piaga pari a oltre un terzo di tutti gli omicidi, uno ogni 72 ore. Mentre le molestie sono diventate una piaga quotidiana. Dunque negare che vi sia necessità di un’adeguata rappresentanza in seno alla commissione pari opportunità è molto grave, si nega il diritto a conoscere e a lavorare insieme per far crescere quella cultura indispensabile a far maturare vera civiltà di rapporti e coesione sociale. La lega va diritta verso un ritorno al passato più brutale, senza rispetto della donna e senza confronto. Un pessimo segnale che va combattuto in modo forte, quotidiano. A partire da oggi.

Laura Puppato

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