Caso Amidevi e Sphera, IdV: "No a strumentalizzazioni"

Riguardo alla truffa ai disabili di Amidevi e Sphera, il movimento giovanile dell'Italia dei Valori invita a ricordarsi delle vittime e a evitare strumentalizzazioni

I primi giorni del 2012 hanno visto concludersi l'inchiesta su Amidevi e Sphera e sulla truffa ai danni della Provincia di Treviso e di molti giovani disabili trevigiani.

Uno scandalo che a sollevato polemiche e interrogativi, soprattutto da parte del mondo politico. Mentre la Provincia, una decina di giorni fa, si è costituita parte civile contro la presidentessa di amidevi e Sphera e Leonardo Muraro ha invitato la magistratura a ritrovare il denaro sparito, dal movimento giovanile dell'Italia dei Valori viene l'esortazione ad evitare le stumentalizzazioni.

"Dalle indagini emerge un sistema che, come dichiarato dalla magistratura, era 'ben oliato' e capace con la sua recidività di estromettere un’ingente quantità del denaro pubblico che sarebbe dovuto essere destinato all’assistenza di giovani con invalidità di gravità anche particolarmente elevata", si legge nella nota diffusa dal movimento.

"La questione è spinosa e controversa - commenta il coordinatore del gruppo, Francesco Mattia Mari - ma non bisogna, in modo vile ed insensibile, usarla per strumentalizzazioni ed attacchi politici. Bisogna fare solo due considerazioni: la legalità deve trionfare insieme alla solidarietà per i soggetti più deboli".

Secondo le indagini della Procura, la presidentessa di Amidevi e Sphera avrebbe intascato, da 2007 a oggi, circa 217 mila euro elargiti dalla Provincia per finanziare i servizi destinati ai disabili ipovedenti e sordi.

Sarebbero almeno un centinaio i disabili truffati, che non avrebbero ricevuto i servizi cui avevano diritto e che avrebbero visto falsificata la loro firma. Le indagini si sono concluse con il reato di truffa per la presidentessa e altre dodici querele. L'indagata principale dovrà rispondere, inoltre, di contestazioni amministrative e fiscali, per premi assicurativi non pagati e violazioni sul fronte Inps.

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"Si deve confidare nell’esperienza e nella serietà del procuratore della Repubblica Fojadelli, baluardo di giustizia - dichiara ancora Francesco Mattia Mari - Ma soprattutto è fondamentale e prioritario ricordarsi delle vere vittime del fatto: i ragazzi assistiti, che meritavano di essere salvaguardati, trattati e coperti da un servizio serio, accorto e premuroso verso il loro bisogni. Ricordiamoci sempre dei soggetti più deboli", conclude.

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