Psicologia ospedaliera: proroga rifiutata a Castelfranco

L'Ulss 2 fa chiarezza sul rifiuto della proroga all'associazione "Amici del cuore". «Ci sarà un unico coordinamento provinciale. Le proroghe devono essere uguali per tutti»

«Distorcere la verità per non prendersi la responsabilità di un rifiuto alla proroga concessa». In sintesi è questa la risposta al responsabile degli Amici del cuore di Castelfranco che fa comprendere le motivazioni per cui l'Ulss 2 non ha prorogato la convenzione per il servizio di supporto psicologico. «La proroga alla convenzione - commenta l'Ulss 2 - è stata offerta agli Amici del cuore che di fatto l'hanno rifiutata perché volevano condizioni differenti. Le proroghe però non possono che essere alle stesse condizioni della convenzione di partenza». 

Ancor più importante è il destino del servizio di psicologia ospedaliera per il quale l’Ulss 2 Marca trevigiana sta per definirne una configurazione uniforme su tutti i presidi di competenza. La psicologia ospedaliera va garantita, infatti, a tutti gli utenti in sistemazione di equità. L‘unificazione nella nuova Ulss ha trovato situazioni diversificate nei tre distretti che andavano rese uniformi. Ora si stanno creando i presupposti per un servizio unico, coordinato dal direttore Psicologia ospedaliera Dr. Massimo Prior, attraverso un bando di gara che garantirà il servizio psicologico a tutti i contesti degli ospedali della 2 Marca trevigiana: cardiopatici, oncologici, diabetici e a tutti gli altri in cui il supporto psicologico è fondamentale e necessario. «Non smetterò mai di ringraziare i volontari delle associazioni che operano nei nostri presidi - commenta Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 2 Marca trevigiana - sono certo che la grande maggioranza di loro non conosce giustamente le attività amministrative o politiche in senso lato delle stesse. Questo vale anche per gli straordinari Amici del cuore che devono sapere com'è andata questa vicenda che li riguarda. Per quanto concerne il servizio di psicologia ospedaliera non smetteremo mai di dirlo che lo consideriamo non solo importante, ma fondamentale per le persone malate e le loro famiglie».

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