Sicurezza in Postumia: "Un semaforo per l'incrocio al Baston"

Il Comitato Zona Nord del comune di Ponzano rilancia la proposta per la messa in sicurezza dell'incrocio con la provinciale. Il primo giugno scorso in quei metri di asfalto perse la vita in un tremendo schianto la 65enne Natalia Frare

L'incrocio del "Baston" lungo la Postumia Romana, alla ricerca di una messa in sicurezza per i cittadini. Così il Comitato Zona Nord del comune di Ponzano rilancia la  proposta di viabilità per l'intersezione tra via Volpago Nord con via del Bellato sulla strada provinciale 102 “Postumia Romana”. Da molto tempo in paese si discute ad un progetto che possa cambiare il volto a quest'incrocio all'altezza dell'osteria "Baston". Questi metri di asfalto finiro tristemente alla cronaca la notte del primo giugno scorso quando in un tremendo schianto perse la vita la 65enne Natalia Frare e rimase gravemente ferita la nipotina Alice Zanatta, di appena tre anni.

Così il 4 luglio scorso il Direttivo del Comitato Zona Nord comunale venne ricevuto dal Presidente della Provincia Stefano Marcon e dalla Giunta comunale di Ponzano Veneto. In quell'occasione il Presidente e i suoi tecnici provinciali esclusero, tra le altre proposte, anche quella di installare un impianto semaforico veicolare in quanto l’incrocio non è inserito in un contesto di “centro abitato”. L’Ente provinciale indicò come unica soluzione percorribile, a cura dello stesso Ente e a partire dal 27 agosto, una risistemazione della segnaletica verticale e l’eliminazione di altri ostacoli alla visibilità (vegetazione e rivisitazione della segnaletica). Sarebbe quindi partita una fase sperimentale, che vietava gli attraversamenti della Postumia e le svolte a sinistra dalle incidenti via Volpago nord e via del Bellato. "Questa soluzione, anche se prospettata in via sperimentale, fin da subito sollevò critiche e scetticismo sulla sua reale efficacia" - afferma il presidente del Comitato Zona Nord di Ponzano Christian Zanatta.

Nell’incontro del 2 ottobre, il Comitato venne messo a conoscenza della lettera del 3 agosto, con la quale il Presidente Marcon riepilogava le motivazioni che portavano ad escludere categoricamente l’installazione di un impianto semaforico. Un'incrocio difficile tant'è che il presidente del Comitato Zanatta definì ai nostri microfoni come "Postumia fabbrica di morte". "Apprendemmo quindi - continua Zanatta - che il vincolo del “centro abitato” non esiste - tanto che non è citato in tale lettera e, in sua vece, si propende ad additare un supposto teorico impedimento al regolare svolgersi del traffico, che andrebbe a disarticolare anche i flussi delle intersezioni poste a monte e a valle dell’incrocio."

Ed ecco arrivare ad oggi le richieste che il Comitato ponzanese vorrebbe - sottolineano "a titolo di collaborazione e non presunzione" - rendere edotto chi di dovere sul fatto che "giusto quanto previsto dal C.d.S. con gli art. 37 (apposizione e manutenzione della segnaletica stradale) e 38 (Segnaletica stradale) nonché dall’art. 168 del D.P.R. 16 dicembre 1992 (Installazione di lanterne semaforiche), non si riscontrano limitazioni all’installazione di impianti semaforici al di fuori dei centri abitati; i “cambi di itinerario che l’utenza sarebbe indotta ad effettuare nei momenti critici della giornata” già sono una realtà che ben conosce chi è costretto a servirsi della rete viaria in prossimità dell’incrocio e nelle zone limitrofe. Tutto ciò premesso, il Comitato sostiene la necessità di poter consentire all’utenza di accedere in modo rapido e sicuro ai servizi posti in centro paese e a Treviso. La possibilità di attraversare l’incrocio favorirebbe l’utenza a: raggiungere il C.E.R.D. di via del Bellato; consentirebbe ai genitori che portano i figli nella scuola primaria “Gastaldo” in via Volpago nord di ottimizzare gli itinerari da e verso il posto di lavoro; evitare lunghe deviazioni per le stradine comunali alla moltitudine che deve recarsi a Treviso, per lavoro e altro".

"In ordine alle difficoltà interposte dalla Provincia, - continua il comitato in una nota - con particolare riguardo all’asserzione che un impianto semaforico causerebbe ”la congestione dell’arteria” e che gli “accodamenti coinvolgerebbero inevitabilmente le intersezioni poste a monte e a valle dell’impianto semaforico” si potrebbe opinare che - afferma nella presa di posizione il Comitato Zona Nord di Ponzano - sono affermazioni non suffragate da dati di esperienza; impiegando un impianto semaforico che fosse funzionante a tempo solo nelle fasce orarie di interesse (orientativamente 07-08.30, 11-13, 17-19); solo per il traffico veicolare (no pedonale) e solo su chiamata attraverso il posizionamento di spire induttive (c.d. semaforo intelligente); dotato di conto alla rovescia (con display di conteggio dei secondi), si ridurrebbero di molto i supposti effetti collaterali. Si tenga infatti a debito conto che, stante la velocità in media ridotta anche al di sotto dei 50 chilometri all'ora nelle ore di punta, l’interruzione del traffico sulla SP 102 per il tempo stimato necessario a consentire l’attraversamento (da valutare sulla base di quanto previsto in materia e in via sperimentale) creerebbe dei “vuoti limitati che, comunque, organizzerebbero il traffico a “ondate successive”, che agevolerebbero non poco l’immissione del traffico dalle successive laterali".

"Non solo! Siamo convinti che, alla fine, consentendo l’attraversamento dell’incrocio - continua il comitato - si possa ottenere un evidente alleggerimento del traffico che tuttora incide pesantemente sulla rotonda posta sulla 102 tra via Camalò e via Roma, che verrebbe conseguentemente in soccorso a chi (altro annoso problema), proveniente da Povegliano, intenda immettersi in via Camalò al c.d. bivio di S. Antonio tra S.P. 56 e S.P. 55.; un importante ridimensionamento del traffico verso Treviso, per via S.Pelaio attraverso l’incrocio in strada ovest (semaforo “da Pino”), che andrebbe ad attraversare la strada ovest nelle intersezioni di via S.Bona Nuova e S.Bona Vecchia (quest’ultima tra l’altro a breve ristrutturata e in grado di accogliere maggior traffico). Crediamo fortemente che l’installazione di un impianto semaforico, sia l’unica soluzione che, attualmente, possa compendiare in modo ottimale il costo con l’efficacia ottenibile".

"Il Comitato confida pertanto - conclude in questa nota - sul fatto che questa Amministrazione Comunale voglia supportare con determinazione questa nostra istanza dimostrando così, nei fatti, la volontà politica di giungere ad una reale soluzione del problema".

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