Portavalori assaltato a Preganziol: cinque anni e quattro mesi alla guardia giurata

Giudicato colpevole Gianluca Schisano, 37enne di Giugliano residente a Villorba: il giudice ha disposto un risarcimento alla Civis di 150 mila euro e il sequestro di beni per 700 mila

PREGANZIOL Cinque anni e quattro mesi di reclusione. E' la condanna inflitta con rito abbreviato, e dunque con lo sconto di un terzo della pena, a Gianluca Schisano, la guardia giurata dell'istituto Civis, un 37enne originario di Giugliano ma residente da anni a Villorba, considerato il regista e dunque direttamente coinvolto nell'assalto a un portavalori all'esterno dell'Iperlando di Preganziol il 15 luglio dello scorso anno. L'uomo, che si trovava al volante del mezzo, era chiamato a rispondere delle accuse di peculato e di simulazione di reato.

Comparso di fronte al gup Angelo Mascolo, il 37enne dovrà anche versare 150 mila euro alla Civis, costituitasi parte civile a processo, a titolo di risarcimento del danno. Ma non basta. Il giudice ha anche disposto il sequestro per equivalente di tutti i beni di Schisano, tuttora in carcere in misura di custodia cautelare, per un ammontare complessivo di 700 mila euro. In pratica il bottino del colpo (quantificato in circa 728 mila euro) di cui non gli inquirenti non sono stati in grado di recuperare un centesimo.

Schisano era stato arrestato dagli uomini della Squadra Mobile di Treviso nel febbraio scorso, a Giugliano nel napoletano, dopo mesi di indagini per riuscire a individuare il commando di quattro persone che aveva assaltato il portavalori in pieno giorno, in mezzo a decine di persone, in una strada trafficata come via Baratta Nuova e senza lasciare apparentemente nessuna traccia. Quello che sembrava essere stato il colpo perfetto, in realtà sarebbe stato tale proprio grazie alla complicità di Schisano: l'assalto non sarebbe stato altro che una messinscena ben congegnata dal 37enne.

Quel giorno la guardia giurata aveva atteso che il caposquadra scendesse dal furgone per recuperare del denaro all'interno dell'ipermercato per spostare così il furgone in una zona più appartata. All'epoca la guardia giurata aveva raccontato che alcuni malviventi avevano appoggiato dei finti candelotti di dinamite sul parabrezza, minacciandolo di aprire il furgone altrimenti lo avrebbero fatto saltare in aria. La guardia giurata aveva detto inoltre che era stato legato ai polsi con delle fascette di elettricista. A dare l'allarme alle forze dell'ordine era stato il caposquadra il quale, uscito dall'Iperlando, aveva scoperto che furgone e collega erano scomparsi.

Le anomalie di quell'assalto erano però numerose: il 37enne non aveva attivato nessuno dei sistemi di sicurezza per dare l'allarme in caso di rapina e non aveva alcun segno sui polsi delle fascette con cui sarebbe stato immobilizzato. Gli investigatori hanno poi appurato che lo svuotamento del furgone era avvenuto in appena 24 secondi.

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