Crack Popolari, slittano di nuovo i rimborsi: “Un anno di promesse e teatrino indegno”

A scagliarsi duramente contro l’ennesimo rinvio è Raffaele Baratto, parlamentare trevigiano della Commissione Finanze, da sempre impegnato sul fronte delle crisi bancarie

Raffaele Baratto

Ennesimo slittamento per i decreti attuativi che avrebbero dovuto essere approvati con il DL crescita. Dovranno aspettare ancora i truffati delle Popolari Venete per vedere almeno qualche euro dei rimborsi promessi. Una impasse che sta creando non pochi problemi alla stessa stabilità della maggioranza con il ministro Tria sul banco degli accusati. Le associazioni dei risparmiatori sul piede di guerra sono state convocate dal Presidente del Conte lunedì 8 aprile. A scagliarsi duramente contro l’ennesimo rinvio è Raffaele Baratto, parlamentare della Commissione Finanze, da sempre impegnato sul fronte delle crisi bancarie. «Hanno convocato le associazioni e non le hanno convocate nemmeno tutte»: accusa Baratto.

Baratto è caustico e ripercorre le tappe di questa vicenda: «Da prima il Governo aveva promesso il risarcimento integrale poi al 30%. Tutte promesse a cui non sono seguiti i fatti -continua il parlamentare trevigiano- attendiamo da mesi i decreti attuativi del fondo di ristoro, li attendo soprattutto decine di migliaia di famiglie che non hanno più alcuna garanzia avendo perso tutto. Di Maio è venuto a fare passerelle nella nostra regione promettendo denaro a pioggia e non è nemmeno in grado di convincere il suo ministro dell’economia».

Tema all’ordine del giorno del Governo è anche la norma che assicurerebbe un paracadute legale ai dirigenti del ministero che non intendono firmare un provvedimento come quello che il Governo vorrebbe varare sui rimborsi e che quasi sicuramente verrebbe bocciato dalla Corte dei Conti per danno erariale. «Avevamo denunciato per primi i limiti del provvedimento del Governo -precisa Baratto- ora la prima preoccupazione del Ministro dell’economia è quella di assicurare l’immunità ai suoi dirigenti. Su questa vicenda” conclude Baratto “il Governo sta giocando una battaglia elettorale sul futuro dei risparmiatori veneti. Un teatrino indegno del quale qualcuno dovrà rispondere di fronte al popolo dei truffati».

FEDERCONSUMATORI, DISATTESE PROMESSE, RISPARMIATORI HANNO PERSO 1 ANNO «Il governo, ancora una volta, non ha mantenuto le promesse: i risparmiatori truffati hanno perso così un anno senza ricevere l'ombra di un rimborso». Lo afferma in una nota Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori. «Quel che è peggio, è che la situazione rischia di andare avanti così ancora per molto tempo. Il governo aveva garantito che sarebbe stato rimborsato tutto a tutti, dopo il Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo avuto la conferma che si trattava unicamente di uno slogan funzionale a raccogliere voti e consenso -aggiunge Viafora- Confermiamo e anzi rafforziamo i presidi indetti per il 5 aprile a Vicenza e per il 6 aprile davanti alle Prefetture di Treviso, Arezzo, Ancona, Ferrara e Udine, per far sentire la voce dei risparmiatori ormai stanchi di false rassicurazioni e di promesse infrante. E' fondamentale, ora, che il Governo dia il via libera ai decreti attuativi: sapendo di non poter uscire fuori da alcuni parametri, come concordato dal ministro dell'Economia con l'Ue e come fin dal primo momento anche noi abbiamo sostenuto, dando la priorità ai soggetti più deboli».

Il commento di Sara Moretto

«A quest’ora, con il nostro fondo e le nostre regole, sarebbero già partite le prime erogazioni ai risparmiatori truffati». Così la deputata del Pd, Sara Moretto, commenta l’ennesimo rinvio al Consiglio dei Ministri del decreto sui rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. «Da firmataria e promotrice del fondo, spiace constatare che questo Governo si sia incartato su un tema così delicato e purtroppo abusato in campagna elettorale.  Il Pd - spiega Moretto - aveva lasciato in eredità un fondo ad hoc e delle regole che avrebbero permesso di erogare i primi rimborsi a chi ne aveva effettivamente diritto. Regole che sembrano ora rispuntare come possibili e percorribili soluzioni. Lega e Cinque Stelle hanno scelto la strada delle facili illusioni e delle promesse infondate. E l’esito non può che essere quello a cui stiamo assistendo: una nuova lite in maggioranza e risparmiatori ancora a bocca asciutta».

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