Caldo esagerato nella Marca, piano d'emergenza in Regione

Oltre 38 gradi registrati a Castello di Godego, superati i 27 gradi a Cima Grappa. A Castelfranco chiusa scuola dell'infanzia. Allerta massima fino a venerdì in tutto il Veneto

Il Nordest è la zona più calda d’Italia in queste ore con valori in genere compresi tra i 36 e 38º. Un'ondata di caldo davvero anomala che sta mettendo in grande difficoltà i cittadini con temperature che continueranno a salire almeno fino a domani, venerdì 28 giugno.

Valori pazzeschi in pianura ed in quota quelli registrati alle ore 14.30. Stando ai rilevamenti Arpav a Castello di Godego sono stati registrati 38º, 37.3° a Gaiarine, 36.4° a Treviso per elencare solo alcune delle città più calde della provincia dove, al momento, quasi tutti i Comuni si trovano al di sopra dei 35°. Battuto il record di Cima Grappa del 2009, 26.9º registrati l’11 agosto 2011. Oggi, verso mezzogiorno, sono stati toccati i 27.4º a 1750 metri sul livello del mare. Un dato senza precedenti. Grande attenzione anche per la notte in arrivo che sarà, secondo i meteorologi, la più calda dell'anno, almeno finora. Anche intorno a mezzanotte le temperature non scenderanno sotto i 30°. L'uso massiccio di condizionatori ha provocato già diversi blackout in provincia. I livelli di allerta sono ai massimi. Nel primo pomeriggio sono arrivate al pronto soccorso le prime richieste di aiuto per alcuni lavoratori che si sono sentiti male in cantieri e ditte della provincia. Domani il caldo si dovrebbe attenuare di qualche grado ma l'alta pressione continuerà a insistere sulla Marca almeno per tutta la prossima settimana.

Lezioni sospese a Castelfranco

Il sindaco di Castelfranco, Stefano Marcon, vista l’ondata di caldo che sta attanagliando in questi giorni il territorio, ha firmato giovedì mattina l'ordinanza di chiusura delle scuole dell'Infanzia per domani, venerdì 28 giugno 2019. Il documento, poggia sull’allerta meteo emessa ieri dalla Regione del Veneto e sulla necessità di «attivare le azioni necessarie per far fronte alle criticità derivanti dall’emergente stato di allarme climatico per disagio fisico». Alte temperature che possono determinare colpi di calore negli ambienti scolatici ancora aperti per la frequenza dei piccoli alunni della scuola dell’Infanzia.

Il "Piano Caldo" della Regione

«Il Protocollo Operativo speciale per affrontare gli aspetti sanitari dell’ondata di caldo che ha iniziato a interessare il Veneto è attivo e funzionante su tutto il territorio. Nei pronto soccorso stanno aumentando i ricoveri ma il sistema sta reggendo bene». Lo riferisce l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, che sta seguendo l’andamento della situazione sanitaria legata al gran caldo che sta attanagliando tutta la regione in queste ore. Il documento, meglio noto come “Piano Caldo”, è stato approvato il 2 aprile scorso dalla Giunta Veneta, e ogni anno viene aggiornato e riapprovato per fronteggiare al meglio il disagio fisico determinato dalle temperature elevate, abbinate al peggioramento della qualità dell’aria, specialmente negli anziani e nei malati cronici”. Il Piano coinvolge una rete di diverse strutture regionali: dagli assessorati alla Sanità e al Sociale e all’Ambiente all’Arpav, dalla Sala di Coordinamento Regionale in Emergenza-Corem al Sistema regionale della Prevenzione, dai Distretti sanitari ai Medici di Medicina Generale, dalle azioni dei Servizi Sociali territoriali ai Comuni. Per facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e sulle opportunità offerte dal territorio, è attivato anche il numero verde 800-462340, in collaborazione con il servizio di telesoccorso-telecontrollo.

«E’ un servizio che affiniamo di anno in anno – fa notare la Lanzarin -  e che comprende sia iniziative di tipo prettamente sanitario, come una diversa lettura dei dispatch che arrivano ai Pronto Soccorso per valutare attentamente se la richiesta di aiuto sia legata a un disagio climatico, magari abbinato a una patologia pregressa, sia di tipo socio assistenziale con interventi dei Servizi di Assistenza Domiciliare (SAD) e di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), con la frequenza nei Centri Diurni e l’accoglienza, se necessario, nelle strutture residenziali. Non vanno poi dimenticate le persone sole e quelle che devono assumere terapie per malattie croniche e che potrebbero avere bisogno di aiuto». Operativamente è l’Arpav a emettere un bollettino quotidiano sullo stato climatico suddiviso un 4 aree (montana, pedemontana, pianeggiante-continentale e costiera). Qualora il bollettino Arpav indichi una previsione di disagio intenso prolungato, la Sala Operativa del Corem, sentito il medico reperibile, invia in tempo reale l’avviso di allarme climatico alle strutture pronte a rispondere ai bisogni socio sanitari delle persone. Attualmente, la situazione nelle varie aree del Veneto è di “disagio intenso” (livello rosso) su tutte le aree, comprese quelle montane, e la qualità dell’aria è definita “scadente” a causa dell’alta concentrazione di ozono.  La popolazione considerata a rischio comprende gli anziani, i bambini da zero a 4 anni, i diabetici, gli ipertesi, chi soffre di malattie venose, le persone non autosufficienti, chi ha patologie renali e chi è sottoposto a trattamenti farmacologici. Il disagio climatico viene valutato dagli esperti sulla base dell’indice “Humidex”, che valuta temperatura e umidità e assegna tre classi di disagio (assente, debole/moderato e intenso), e della qualità dell’aria in relazione alla presenza di ozono, con tre classi di valutazione (buona/discreta, scadente, pessima). Nell’estate 2018, le giornate con condizioni climatiche pericolose per la salute (indice humidex superiore a 40) sono state 14; quelle con disagio ambientale elevato (humidex tra 35 e 40) sono state 36; quelle con disagio moderato (humidex fra 30 e 35) sono state 33; quelle con disagio assente (humidex fino a 30) sono state 9.

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