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Bonus Covid e muro di gomma INPS

Buongiorno, sono un libero professionista e voglio raccontarvi la mia odissea (per usare un eufemismo) con l’INPS di Treviso e l’indennità Covid-19 del mese di maggio. Presentata in data 03/08/2020 la domanda per l’indennità Covid-19 per il mese di maggio tramite il mio commercialista (avendone tutti i requisiti previsti), dopo aver già usufruito senza intoppi delle precedenti per marzo e aprile, la vedo respinta in data 08/08/2020 con la causale “La prestazione non può essere riconosciuta poiché, dai dati attualmente in possesso dall’Istituto, Lei non risulta aver inviato domanda di iscrizione alla Gestione separata”. Non avendo la motivazione del respingimento alcuna ragion d’essere (dallo stesso portale INPS risulto regolarmente iscritto alla Gestione separata da novembre 2009, tanto che ho ricevuto i precedenti bonus senza alcun problema), sempre tramite commercialista invio richiesta di revisione all’indirizzo riesamebonus600.treviso@inps.it in data 11/08/2020 e qui inizia l’odissea (o meglio, lo scontro col muro di gomma della burocrazia italiana).

Sintetizzando, dopo diverse email senza nessuna risposta ai vari indirizzi di volta in volta indicatici (riesamebonus600.treviso@inps.it, gestioneCreditoAziendesenzaDM.treviso@inps.it, pec direzione.provinciale.treviso@postacert.inps.gov.it e modulo “INPS Risponde” dal portale dell’istituto) e varie telefonate al call center che, oltre a fornire gli indirizzi, si limita a risposte evasive come “Non dovrebbe essere così, non capisco come mai”, ricevendo ogni volta conferma che dev’esserci stato un errore di sistema perché oggettivamente sono in possesso di tutti i requisiti per accedere al bonus, ad oggi, 14 settembre, quindi a 40 giorni dalla richiesta, non solo non ho ricevuto nessuna risposta chiara e tanto meno una soluzione al problema ma, col sistema di email e call center centralizzato (non è possibile parlare direttamente con la sede di Treviso), non sono ancora mai riuscito a parlare con nessuno che si occupasse concretamente del problema né ho i riferimenti di chi sia fisicamente responsabile di tali pratiche e, cercando di prenotare un appuntamento in sede provinciale per chiarire (causa Covid alle sedi INPS si accede solo tramite appuntamento) arriviamo alla data del 24 settembre (per un’indennità che dovrebbe coprire il mese di maggio!).

A questo punto il claim dell’istituto “Comunicare con l’INPS è facile” oltre che grottesco sembra proprio una presa in giro per il cittadino/utente. Più di un mese senza risposte su un (dis)servizio che avrebbe dovuto supportare chi si è trovato in difficoltà a causa della pandemia, causato da un palese errore del loro sistema. È scandaloso. E ancor più scandaloso è il muro di gomma creato ad arte perché non si riesca ad avere un contatto diretto con chi, nell’Istituto, ha responsabilità della pratica. Credo che tutti i cittadini debbano sapere come (non) funzionano i servizi delle nostre Istituzioni che paghiamo!

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