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Il vignettista Beppe Fantin: "Ecco perchè ho scelto Manildo"

La lettera aperta: "Mi dispiace dover cambiare partito ma non ho avuto scelta, troppe promesse, troppa gente che si improvvisa consigliere, troppe persone disposte a sacrificarsi e per cosa? Per un posto in Comune?"

Un semplice cittadino con la sua storia da raccontare… E’ così bello poter parlare definendosi “un semplice cittadino”; in una società dove tutti vorrebbero essere qualcuno, io credo che ascoltare le persone semplici sia molto interessante e infatti penso anche che i giornali dovrebbero regalare degli spazzi a chi ha una storia da raccontare. In questo periodo pre-elettorale sento il bisogno di cambiare, di credere a quei progetti che forse per paura di un ideale non ho mai preso in considerazione. Voglio seguire quella scia che a Treviso decide di appoggiare Giovanni Manildo. Mai avrei pensato di prendere questa decisione, ma i miei ideali sono crollati per una serie di motivi che ora spiegherò. Nel 2016 alcuni miei amici, quali tesserati Lega Nord, vengono espulsi dal partito e io non facendone parte avevo voglia di entrare per combattere certe ingiustizie faccia a faccia, privilegio che il Segretario Provinciale non ha voluto concedermi negandomi la tessera. Resto comunque sempre fedele a Giancarlo Gentilini; in quell’uomo rivedo spesso mio padre e credo nella sua lealtà. Dopo le elezioni perse restiamo in contatto e con il tempo l’idea di una nuova lista per affrontare le amministrative del 2018 sembra essere sempre più vicina.

Ci sentiamo spesso, con lo sceriffo e con i suoi pretoriani, formiamo un bel gruppo sicuri di poter dare il nostro contributo all’organizzare una nuova Treviso. Intanto gli attacchi alla figura del candidato prescelto dalla Lega sono sempre più frequenti e forti. Ormai le scelte sembrano essere certe e sicure, il pretoriano indicato per la candidatura viene portato sempre più in alto, andiamo contro tutto e contro tutti ma soprattutto andiamo contro a quella lega che non vuole partecipe Gentilini. E’ vecchio. Quante volte ho sentito questa parola detta con tanto odio e disprezzo. Poi il tradimento. Quella sera al K3, con l’accordo di Gentilini con la Lega, crollano nuovamente le mie aspettative. Perché? Perché mi chiedevo. E’ una scelta assurda l’aver deciso di appoggiare quello che fino a pochi minuti prima era il nemico, il traditore. Non sono mai stato un politico e mai lo sarò. Sono un artista, un vignettista, un musicista ma sono prima di tutto un uomo che si è perso e ora cerca di ritrovare un po’ di fiducia.

Mi dispiace dover cambiare partito ma non ho avuto scelta, troppe promesse, troppa gente che si improvvisa consigliere, troppe persone disposte a sacrificarsi e per cosa? Per un posto in Comune? Forse Manildo avrà fatto alcuni errori, ma non dimentichiamo che la Lega per organizzarsi ha avuto un ventennio davanti; io voglio concedergli questo secondo tempo e se lo faccio è proprio grazie a fatti deludenti che hanno fatto molto male a me e a chi come me credeva nella Lega. In Gentilini. Non cambia la mia stima per il governatore del Veneto Luca Zaia, l’ho sempre portato in alto e sempre lo farò, ma la Lega trevigiana ha deluso e mandato all’aria troppi progetti, e non solo i miei ma anche quelli di tanti cittadini che credevano al buon senso di Gentilini. Tengo a precisare che il mio pensiero segue sempre la Lega, ma la Lega vera quella con progetti ambiziosi e soprattutto credibili e fattibili cosa che in questo momento ritrovo in un altro partito. Sono sicuro che tempo permettendo Manildo riuscirà a trovare una giusta soluzione anche per un problema molto presente e sentito. Quello della casa che spetta di diritto ai trevigiani. Forse sarò etichettato come “Comunista”, ma chi conosce bene il significato di questa parola sa bene che è molto lontana da me e da molti che hanno deciso di supportare l’attuale sindaco.

Beppe Fantin

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