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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Il velodromo Ottavio Bottecchia potrebbe diventare coperto

La notizia è trapelata alla festa degli “Amici della Pista” di Pordenone che hanno brindato al 2021, una stagione chiusa con ottimi risultati, ma sono già proiettati al 2022 per rilanciare ancor di più l’anello di cemento

Progetti che però vivono sempre con un’incognita che grava sul velodromo, sugli atleti e sullo spettacolo, ovvero la copertura dell’impianto. “Il velodromo Bottecchia è un impianto all’avanguardia ed è il fiore all’occhiello della nostra città” ha detto Walter De Bortoli, assessore allo sport del Comune di Pordenone “e vogliamo che questo impianto sia sfruttato 12 mesi all’anno. Non possiamo permettere che gli sforzi degli Amici della Pista siano resi vani per colpa della pioggia.” Parole che sono state riprese da Giancarlo Caliman, rappresentate del CONI, il quale sostiene la causa da anni e ha dichiarato che “un impianto del genere, se coperto, sarebbe sfruttabile da tutti gli sportivi e da tutte le famiglie che voglio far allenare i loro figli in piena sicurezza tra le porte del velodromo, togliendoli dalle strade sempre più trafficate”.

Il problema della distanza

La notizia che il velodromo di Montichiari dovrà essere chiuso per lavori, costringendo la nazionale italiana ad emigrare in Svizzera per potersi allenare, deve fare pensare le istituzioni che hanno il potere di stanziare i fondi per realizzare i progetti di copertura. L’impianto del Bottecchia non ha la distanza olimpica (che è di 250 metri) ma è un velodromo rimesso a nuovo pronto all’uso per permettere agli atleti di essere sfruttato. Vi immaginate far venire Ganna e Milan e compagni a Pordenone per poi rimandarli a casa perché piove e non possono allenarsi?

Un progetto ambizioso

 “Il progetto di copertura è ambizioso e sicuramente necessario” ha ribadito Ivo Moras, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, “sarà mia premura e impegno portare la vostra richiesta direttamente ai piani alti affinché possa essere valutata il più velocemente possibile”. Ospiti della serata anche Cristina Amirante, assessore alla mobilità del Comune di Pordenone, Roberto Amadio, team manager della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, presidente della FCI non presente alla serata ma che ha voluto comunque salutare i presenti in collegamento telefonico, Manlio Moro, atleta cresciuto nel velodromo e reduce dalla recente spedizione azzurra dei mondiali su pista, e Gianni Bugno, ospite d’onore a coronamento di una serata di grande spessore.

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