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Venerdì, 12 Aprile 2024

Ceis, tra i giovani è allarme droghe sintetiche: «Attenzione alla ketamina»

Nel 2022 sono state 174 le persone accolte (149 per dipendenze) dalle sei strutture presenti sul territorio di una realtà che celebra i 40 anni di vita. Entro la fine del 2023 sarà avviato un centro diurno, probabilmente nel quartiere di Fiera, che andrà a completare la gamma dei servizi

«Sicuramente la sostanza di spicco in questo momento ma anche più pericolosa, anche per questione di vita, è la ketamina, è una sostanza svalutata come rischio che invece dovrebbe prestare molta attenzione chi la usa e anche nel mondo della polizia e degli organi di governo con maggiore attenzione al fenomeno»: il presidente del Ceis di Treviso, Luca Sartorato, non usa giri di parole per indicare quello che secondo l'occhio privilegiato della cooperativa sociale trevigiana è uno dei campanelli d'allarme più preoccupanti, in un panorama che vede le droghe sintetiche sempre più diffuse tra i giovani, spesso associate anche all'alcol. «Le sostanze chimiche sono quella a più basso costo» aggiunge Sartorato «più facilmente reperibili ma create spesso e volentieri in casa con tutto il rischio che ne consegue in una produzione illegale di questo tipo di sostanza». Purtroppo questa produzione "fai da te", con istruzioni spesso trovate sul web, ha avuto nella pandemia uno sviluppo pericoloso.

Sartorato ha lanciato l'allarme nel corso di un incontro con la stampa in cui, affiancato dal direttore del Ceis, Marco Possagnolo, ha tracciato un bilancio dell'attività di una cooperativa sociale che vanta 40 anni di storia e che nel 2022 ha accolto 174 persone nelle sei strutture dislocate nel territorio (due a Treviso, due a Mogliano, una a Preganziol e Cessalto) della Marca: ben 149, uomini e donne, giovani e meno giovani, hanno seguito (o stanno seguendo) percorsi relativi a dipendenze da droghe "classiche", eroina e cocaina, ma anche sintetiche, dall'mdma all'ecstasy. A Campocroce di Mogliano sono 23 i ragazzi accolti dalla struttura del Ceis: sono quasi tutti tra i 22 e i 24 anni.

Sartorato e Possagnolo

Tra le persone seguite ci sono stati 28 condannati a misure alternative al carcere e ben 66 programmi di reinserimento sociale e lavorativo sono andati a buon fine. Ci sono infine 15 utenti seguiti per problemi di natura mentali a Cessalto e 10 a Preganziol. Nel quarantennale della struttura il Ceis, entro la fine del 2023, potrebbe dotarsi di un centro diurno (che potrebbe seguire gli utenti dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17) che dovrebbe essere realizzato nel quartiere trevigiano di Fiera.

Infine l'allarme, nuovo, relativo alla ludopatia che negli ultimi quattro anni ha vissuto un boom, complice la pandemia: il 10% degli utenti che lo scorso anno si sono rivolti al Ceis avevano, oltre a quelli legati alle dipendenze dalle droghe, problemi dovuti al gioco on line. Gioco che causa problemi di perdita dei propri averi, la casa, la famiglia, i figli e che porta a problemi legali. C'è anche chi ha perso tutto.

Gli altri progetti condotti dal Ceis

Parallelamente la Cooperativa conduce alcune progettualità in collaborazione con associazioni ed Enti in ambito assistenziale, educativo e di prevenzione. GAP - Gioco d’Azzardo Patologico, rivolto agli studenti degli istituti superiori della Marca, intende sensibilizzare i più giovani - ben 513 quelli incontrati nel 2022 - alle problematiche della ludopatia attraverso giochi di ruolo e focus group. Edu-Care in rete invece prevede interventi educativi domiciliari nell’area della cura di sé, dell’accompagnamento alla ricerca lavorativa, della socializzazione e della sperimentazione ludico-ricreativa in relazione con la rete territoriale, e ha erogato 2.693 ore di attività per 19 assistiti, mentre Educazione alla legalità - in collaborazione con l’Ufficio di sorveglianza penale esterna (UEPE) del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità - è un percorso psicoeducativo di gruppo dedicato a condannati per reati connessi alle tossicodipendenze e ha coinvolto 54 persone. In 8 invece hanno partecipato al progetto IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) che prevede l’inserimento di persone con disagio psichico all’interno di contesti familiari non loro. Ancora, altre attività - dalle passeggiate naturalistiche ai laboratori creativi, dalla pet therapy ai corsi di cucina - hanno visto il coinvolgimento di 216 utenti nei due centri aggregativi Liberamente (a Treviso e a Dosson), nei Centri Diurni dei CSM di Treviso, Villorba e Oderzo e all’interno del Servizio DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) di Treviso.

Tali numeri - tanto in termini di ore di servizio svolto quanto di persone coinvolte - risultano tendenzialmente in aumento rispetto all’anno precedente - il 2021 - e su questo solco di crescita costante si stanno svolgendo e programmando le progettualità del 2023. Quest’anno, a partire da fine giugno, proprio in occasione dei 40 anni di attività sul territorio, saranno organizzati quattro convegni dedicati al tema delle dipendenze, dal punto di vista terapeutico o lavorativo.

Alle tante progettualità già in essere, e dopo una prima fase di avvio nel 2022, si affiancherà yoU-Be – HUB, realizzato nell’ambito del programma per lo sviluppo di servizi pubblici per l’assistenza generale alle vittime di ogni tipologia di reato, in collaborazione con Enti, tra cui la Regione del Veneto e l’ANCI Veneto, e finanziato dal Ministero di Giustizia. Lo scopo è, infatti, quello di rinforzare la rete esistente di protezione e sostegno delle vittime di reato, istituire spazi dedicati sul territorio, avviare campagne di sensibilizzazione su legalità, convivenza civile e politica di comunità, erogare servizi di welfare pubblico creando interventi personalizzati. Infine, sempre in collaborazione con i SerD dell’ULSS2, in cantiere la nascita di un nuovo Centro Diurno territoriale che possa da un lato offrire servizi accreditati per il trattamento delle dipendenze e dall’altro indirizzare e sostenere una fascia di utenti non idonei ai percorsi residenziali; presumibilmente tale nuovo punto di riferimento sarà aperto con la fine dell’anno o l’inizio del 2024.

«Come dirigenza ma anche come personale e collaboratori CEIS stiamo lavorando con tutte le nostre energie per ottenere questi risultati - spiega Luca Sartorato, presidente CEIS Treviso -. Non è una sfida facile considerando come in questo periodo storico ci troviamo di fronte a una serie sempre più preoccupante di fragilità manifestate soprattutto dai giovani, che appaiono sfiduciati nel futuro, limitati nella loro socialità e in alcuni casi apparentemente smarriti nella ricerca di un proprio posto nel mondo. Anche per questo riteniamo fondamentale lavorare sulla prevenzione, e quindi anche nelle scuole, avviando attività di progettazione di ampio respiro. Le celebrazioni dei 40 anni per noi saranno un’ulteriore occasione per fare il punto della situazione, stringere nuove sinergie e trovare strategie condivise per arginare il più possibile il ricorso a sostanze che creano dipendenza e che di conseguenza spingono all’emarginazione sociale».

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