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Salute

Contatto con un positivo: le nuove regole per vaccinati e non

Quando scatta la quarantena, l'isolamento o la sorveglianza attiva, quale tampone fare

I contagi sono sempre più frequenti in questo periodo e tutti possiamo venire a contatto con un positivo, a questo punto nascono molte domande. Per esempio su cosa sia necessario fare. Esistono vari tipi di procedure da seguire a seconda dei casi, proviamo a fare chiarezza.

I vari tipi di tampone per individuare il virus

I test attualmente disponibili per rilevare l’infezione da SARS-CoV-2 sono i seguenti: 

Nei molecolari si ricerca il materiale genetico del virus, gli antigenici ricercano invece la presenza di proteine virali in grado di legarsi ad anticorpi.

  • test molecolare che evidenzia la presenza di materiale genetico (RNA) del virus. Viene eseguito su tampone rino-faringeo.I tamponi molecolari che si basano sulla metodica di real-time RT-PCR sono considerati i più affidabili per diagnosticare il Covid perché, attraverso l’amplificazione dei geni virali, consentono di rilevare la presenza del genoma virale oltre che in soggetti sintomatici, anche in presenza di bassa carica virale, spesso in pre-sintomatici o asintomatici.
  • test antigenico (rapido), che evidenzia la presenza di componenti del virus. Viene eseguito su tampone rino-faringeo.
  • test sierologico, viene eseguito su prelievo venoso e sangue capillare, evidenzia la presenza di anticorpi contro il virus. Questi test rilevano l’avvenuta esposizione al virus e, solo in alcuni casi, sono in grado di riconoscere la presenza di un’infezione in atto.

Contatto stretto

Va subito fatta una precisazione. Il contatto stretto è la persona che è entrata in contatto con un caso probabile o confermato di Covid nelle 48 ore che hanno preceduto i sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del positivo. Attenzione però, se il soggetto positivo è asintomatico, il lasso di tempo preso in esame per dichiarare il contatto stretto va da 48 ore prima della scoperta della positività, fino a 14 giorni dopo.

Ma chi sono i contatti stretti?

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Questi i casi principali, ma attenzione: in base alla valutazione che solo gli operatori sanitari possono fare, conoscendo anche l'eventuale variante del virus, alcune persone che non rientrano nella casistica elencata possono essere considerate comunque 'contatti a rischio'.

Contatto a basso rischio

I contatti a 'basso rischio' sono ad esempio quelle persone che hanno avuto un contatto diretto con una persona contagiata a una distanza inferiore di due metri per meno di 15 minuti, oppure si sono trovati in un ambiente chiuso (mezzo di trasportolocale pubblico) con una persona risultata positiva per meno di 15 minuti.

Quarantena, isolamento e sorveglianza attiva

Quarantena
Si verifica quando una persona sana, riconosciuta come contatto stretto di un positivo al Covid, restringe i propri movimenti e contatti con la comunità non uscendo dalla propria abitazione. L'intento è quello di controllare i propri parametri per scongiurare l'insorgenza del virus ed evitando così ulteriori contagi. Le regole da seguire? Si differenziano tra chi è vaccinato e non, e tra chi ha avuto un contatto stretto o a basso rischio.

  • Nessuna quarantena: chi è vaccinato con due dosi da meno di 4 mesi o con tre dosi o è guarito da meno di 120 giorni. E' prevista una autosorveglianza con l'obbligo di indossare mascherine Ffp2 e di effettuare al quinto giorno dal contatto con il caso positivo un tampone con esito negativo.
  • Per i vaccinati da più di quattro mesi la quarantena scende da 7 a 5 giorni, con obbligo di tampone negativo al termine di periodo di isolamento.
  • Per chi non è vaccinato: la quarantena resta con isolamento a 10 giorni e con tampone negativo finale. 
  • Sintomi durante la quarantena: sarà necessario effettuate un tampone. Se l'esito sarà positivo, si deve aspettare la guarigione clinica e sottoporsi a un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza manifestare alcun sintomo. Se il tampone darà esito negativo la persona potrà a tornare condurre la sua vita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

Isolamento
Si verifica quando vengono separate le persone che hanno avuto la conferma di essere positive al Covid-19 da quelle sane per non far proliferare il virus.

Sorveglianza attiva
È il contatto quotidiano tra l'operatore della sanità pubblica e il paziente in quarantena per monitorare le condizioni di salute.

Avvisare il medico - stando alle regole vigenti, i contatti stretti di un caso confermato Covid-19 «devono allertare il proprio medico, che avviserà o fornirà tutte le indicazioni per contattare il Dipartimento di prevenzione della Asl o Ats competente per territorio che disporrà la quarantena e la sorveglianza».

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