Coronavirus: i sintomi correlati che non dovresti trascurare

Secondo uno studio, sia la perdita del gusto che dell’olfatto, potrebbero essere sintomi indicativi e correlati al COVID-19

Anosmia ed ageusia, al primo impatto possono suggerire un nuovo duo protagonista, dei gemelli malvagi di un film targato Disney, di prossima uscita.  Basta un semplice ricerca in internet e scoprire che il browser non mancherà di fornirti una lunga lista di articoli che riguardano il Coronavirus.

Anosmia significa "mancanza di odore" e ageusia significa "mancanza di gusto", entrambi legati aneddoticamente al COVID-19 da settimane. Tuttavia, uno studio recente ha effettivamente fornito alcuni dati concreti dietro quel legame, associando fortemente la perdita di gusto e olfatto all’infezione COVID-19. 

Lo studio, ha coinvolto 1.480 pazienti con sintomi simil-influenzali e sottoposti a test per COVID-19, dal 3 al 29 marzo 2020. Lo studio ha incluso 59 dei 102 pazienti che testato positivo e 203 dei 1.378 pazienti che sono risultati negativi al tampone. È emerso che la perdita dell'olfatto, è stata riportata nel 68% dei casi e la perdita del gusto, segnalata nel 71% dei pazienti che si sono dimostrati positivi, rispetto al 16% e al 17% di quelli che sono risultati negativi per COVID-19.

In base allo studio dunque, se si riscontra perdita di odore e gusto, si ha una probabilità 10 volte superiore di riscontrare l’infezione da coronavirus, rispetto ad altre cause correlate di natura infettiva. È importante ricordare che i segni più comuni di COVID-19, sono ancora febbre, tosse e, nei casi più gravi, insufficienza respiratoria. Tuttavia, questo studio può suggerire corsi clinici per coloro che manifestano anosmia ed ageusia, rispetto a quelli che manifestano altri sintomi.

È interessante notare che, tra le persone che si sono dimostrate positive in questo studio, la maggior parte non ha richiesto il ricovero in ospedale e nessuna ha richiesto l'intubazione. Avere una perdita del gusto e dell'olfatto come sintomo, può significare che hai un caso più lieve di COVID-19 e che avrà un decorso clinico diverso, rispetto ai pazienti che manifestano altri sintomi. Ulteriori studi dovranno essere fatti per vedere se la perdita di gusto e olfatto, che possono essere in grado di prevedere la gravità della malattia. 

Ciò che sostengono gli autori di questo studio, è che durante lo screening per i sintomi di COVID-19, si dovrebbero considerare anche questi fattori di perdita sensoriale. Con un gran numero di individui asintomatici che potenzialmente diffondono il virus a popolazioni più vulnerabili, questa associazione con perdita di gusto e olfatto, è un importante meccanismo di screening per coloro che potrebbero non avere sintomi più gravi.

La maggior parte dei pazienti con perdita di gusto e olfatto può aspettarsi di recuperare queste funzioni entro poche settimane, parallelamente alla risoluzione degli altri sintomi, ma il tasso di recupero reale è attualmente incerto e dovrà essere studiato ulteriormente nel tempo.


 

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