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«Mattia è stato ucciso sul lavoro per la negligenza di qualcuno»

Lo sfogo al termine dell'udienza preliminare di mamma Monica e la sorella Anna. All'esterno del palazzo di giustizia di via Verdi a Treviso sono stati distribuiti dei volantini per sensibilizzare sulla tragica scomparsa dell'operaio 23enne

«Siamo riusciti a portare a casa qualcosa per fortuna, per mio figlio che è morto sul lavoro»: ha detto mamma Monica. «Ci tengo a precisare che visto che qua nessuno sa il danno, il danno per cui siamo qui in tribunale oggi è la morte di un ragazzo di 23 anni mentre lavorava»: ha aggiunto la sorella Anna. «E' stato ucciso sul lavoro perchè c'è stata la negligenza di qualcuno e questo bisogna urlarlo fuori dal tribunale. Abbiamo poco da dire "stiamo zitti", stiamo zitti un bel niente, Mattia è stato ucciso sul lavoro»: ha concluso la madre. Per Monica, Anna e papà Giuseppe la mattinata trascorsa in tribunale è stata carica di tensione ed emozioni, sfociate in uno sfogo per quella che certamente è considerabile come una prima vittoria nel lungo cammino processuale che accompagnerà questa vicenda che vedrà il prossimo 3 maggio un nuovo capitolo sempre in sede di udienza preliminare. Al termine dell'udienza di oggi, 3 marzo, tra Monica e uno dei legali difensori dell'azienda Bordignon c'è stato uno scambio di battute poco amichevole. Intanto fin dalle 9 del mattino, all'esterno del palazzo di giustizia di via Verdi, gli attivisti dell'associazione creata in memoria del 23enne e rappresentanti dei sindacati hanno distribuito volantini per sensibilizzare sulla tematica della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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