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Il Chinotto trevigiano è tra i più buoni d'Italia

Una bevanda tornata di moda, nella classifica del Gambero Rosso dei migliori chinotti c'è quello prodotto dalla Bevande Futuriste di Treviso

Una bevanda retrò dal gusto d’altri tempi, riscoperta una ventina d’anni fa, con le fresche e profumate note agrumate che la rendono particolarmente godibile durante la stagione calda. Il Gambero Rosso ha stilato la classifica del migliore chinotto made in Italy e tra questi ce n'è uno prodotto a Treviso da un'azienda speciale, la Bevande Futuriste. Fondata nel 2014 a Treviso da Elena Ceschelli, Alessandro Angelon e Alberto Zamuner si è posta l’obiettivo di offrire bevande biologiche, a basso contenuto di zucchero, prodotte con ingredienti italiani e con un’estetica curata.

La motivazione: "Bevande Futuriste, l’azienda trevisana, specializzata in premium soft drinks, riserva sempre piacevoli sorprese. Anche con il chinotto della linea Cortese Bio Originale 1959, come per tutte le altre referenze. Gli ingredienti sono più o meno quelli di chinotti biologici e di fascia alta: zucchero di canna, zucchero bruciato, aroma chinino, aromi naturali, tra i quali quello di chinotto ligure, acido citrico e sale. La bevanda, di tonalità ramata virata al violaceo, con una bella presa di schiuma e perlage sottile, emana il caratteristico odore dolce/amaro/agrumato, con i richiami al chinotto ma anche a rabarbaro, genziana, violetta, erbe aromatiche e balsamiche. Bocca leggermente meno complessa, comunque precisa, gusto armonico e note di caramello bruciato a sottolineare la dolcezza all’ingresso, per poi cedere il posto a un amaro persistente." 

Bevande Futuriste

L’idea alla base del progetto è quella di migliorare la qualità della vita attraverso un assortimento di bevande naturali, buone, sane e belle nella loro confezione. La frutta, accuratamente scelta e raccolta all’origine, è il punto di partenza per la creazione della linea Cortese, che utilizza solo materie prime di altissima qualità.

Il nome dell'azienda con sede in Strada Callalta a Treviso si ispira a Isabella Cortese, nobile alchimista veneziana che nel 1561 pubblicò il primo libro dedicato all’alchimia. 

Dimenticatevi delle bollicine delle multinazionali americane: esistono bibite italiane, più umane, sane e leggere, prodotte con arance e limoni nostrani. Acqua tonica in varie versioni, succhi, cedrata, aranciata, la classica spuma che si beveva da piccoli al bar, il Bitter Citrusy che armonizza limoni, mandarini e pompelmi del Mediterraneo con un tocco di pepe. Ma il premio del Gambero Rosso è per il loro Chinotto Cortese.

Cos'è e dove è nato il chinotto
La classica bevanda analcolica made in Italy è nata a cavallo della seconda guerra mondiale per fare il verso alla cola d’Oltreoceano. Ma solo nel colore scuro virato al rossiccio: gusto e profilo aromatico sono centrati sulle note amaricanti e agrumate tipiche del citrus myrtifolia, agrume originario della Cina meridionale e diffuso nella costa tirrenica italiana, nella riviera ligure di Ponente (famoso il chinotto di Savona Presidio Slow Food), ma anche in Toscana, Calabria e Sicilia. La spinta citrica e il finale amarognolo rendono il soft drink particolarmente fresco e profumato. Origine e anno di nascita sono controversi. Per qualcuno il chinotto risale al 1949 ed è legato alla storica società Neri di Capranica, Viterbo (famoso il suo Chin8). Per altri è stato inventato nel 1958 dalla San Pellegrino, tuttora il principale produttore. Altri ancora sostengono che le origini della bevanda siano svizzere, in particolare nel comune di Brusio, Canton Grigioni. Questa bevanda deliziosamente retrò, compagna di bicchiere nelle estati degli anni ’50 e 60’, è stata riscoperta negli ultimi due decenni.

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