Coalizione per Manildo Sindaco deposita il programma per la Città del 2023

Dalla stazione a Ca’ Sugana attraverso un percorso a misura di tutti - Manildo: “Questo programma è dei trevigiani. A Treviso comandano i cittadini non le segreterie di partito”. Tra i punti del programma la chiusura della caserma Serena e nuovi servizi per i trevigiani in difficoltà

 

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Dalla stazione fino a Ca' Sugana e in mano il programma della Treviso dei prossimi cinque anni. Protagonista la coalizione per Giovanni Manildo sindaco che questa mattina si è data appunto per il deposito ufficiale del programma. Centosessanta candidati, ma sono soprattutto mamme con i loro bambini, donne impegnati, sono cervelli in fuga di rientro dall'estero, sono menti nuove e innovative. Il gruppo che questa mattina ha attraversato la città lo ha fatto prima di tutto senza barriere: il percorso scelto per arrivare a Ca' Sugana infatti è stato realizzato, insieme ad altri tre, proprio dall'amministrazione Manildo. “Ma non chimatelo per piacere percorso per disabili - si è affrettato a spiegare il gruppo - una città è tale solo se è di tutti. Questo percorso è a misura di tutti”.  Gli ostacoli eliminati nei quattro tratti di strada che collegano i principali punti del centro (dalla stazione al centro; dalla stazione al Bailo passando per Poste, San Nicolò e Borgo Cavour; da piazza Indipendenza a Santa Caterina e da via Santa Margherita a via Toniolo) sono 114, per un finanziamento totale di 375 mila euro.

A prendere la parola Sergio Costanzo,  del GAAC il gruppo di associazioni per un'abile città, che insieme all'amministrazione Manildo ha rimesso mano al PEBA, piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Candidato nella lista Treviso Civica, Costanzo ha ricordato il lavoro fatto in questi anni e la comunicazione con cui la giunta ha dato il via libera alla figura del disability manager. A guidare il corteo il risciò con a bordo Claudio Leonarduzzi, candidato nella lista del sindaco: “Questo – ha detto – sarà il mezzo di trasporto delle prossime settimane di Giovanni Manildo e della sua coalizione. Il risciò raccoglierà le proposte dei trevigiani che sono il vero cuore di Treviso”. 

Il gruppo ha attraversato il centro passando per ponte San Martino, piazza Borsa, piazza dei Signori, piazza San Vito per poi arrivare davanti a Ca’ Sugana. A consegnare il programma nelle mani del sindaco Manildo Bernardo Bernardini, candidato nella lista civica del sindaco, mieloleso, da anni nel gruppo del Triathlon di Treviso: “Signor sindaco sono onorato di consegnarle il programma della lista che porta il suo nome – ha detto - Questo programma non si basa su sensazioni o ideologie politiche ma è stato costruito parlando con i cittadini di tutti i quartieri del comune e ascoltando le loro esigenze e i loro suggerimenti per migliorare ulteriormente la qualità della vita in questa splendida città. Questo programma è costruito dai trevigiani per dare risposte concrete a Treviso”.

“Oggi non è la semplice consegna ed il deposito del programma, ma per me è il rinsaldare il patto con i trevigiani – ha dichiarato Manildo - Questo programma nasce da Officine Treviso e dall’appello civico fatto alle energie migliori di Treviso. Questo programma non nasce nelle segreterie di partito, ma dai trevigiani e dalla città. Infatti me lo consegnano i cittadini. E’ un atto simbolico per dire una cosa semplice e chiara: a Treviso comandano i trevigiani. E’ con loro e per loro che è scritto questo programma. Quello che ho in mano non è libro dei sogni, ma una serie di impegni che mi prendo con ogni singolo trevigiano. E lo faccio mettendoci la faccia e guardandogli negli occhi. Fare il sindaco – ha continuato - non è un gioco. Fare il sindaco significa decidere. E le decisioni le deve prendere tu per la città e per i cittadini. Questa consegna simbolica è segno concreto, autentico, reale di come interpreto il ruolo di sindaco: un sindaco che non è pedina, ma che è dalla parte di Treviso e dei trevigiani. Ogni mia decisione, ogni mia scelta, ogni mia singola delibera è stata presa per trovare una soluzione ai problemi e fare il bene di Treviso e non obbedire a logiche di partito o di padrini. Un sindaco che non inganna, ma fa scelte anche impopolari per Treviso ed i trevigiani. Un sindaco che quando  si è seduto ai tavoli per portare a casa risorse o fare scelte per Treviso è sempre stato il sindaco obbedendo all’impegno preso con i cittadini e con la città e non a vincoli o dettami di partito. Fare il sindaco è scegliere. Ed io ho scelto, scelgo e sceglierò sempre Treviso ed i trevigiani. Questo momento in cui deposito il programma è un patto che faccio con la città che cercherò di onorare fino in fondo mettendoci competenza ed impegno. Perché per me è un privilegio fare il sindaco di questa città. E questo programma non è solo una serie di pagine, ma un impegno serio e responsabile che mi prendo con la città. Una città che amo. Per questo ci metto il cuore. Sempre”.

Manildo ha poi passato in rassegna quattro punti centrali del programma: i nuovi parcheggi, mille al 2023, e il nuovo trasporto pubblico (4 bus elettrici in più che serviranno il centro storico); la nuove misure per garantire la sicurezza in città: 15mila nuovi punti luce, 14 agenti in più in cinque anni per arrivare a quota 90 entro il 2013; nuovi provvedimenti per il verde pubblico, la creazione di nuovi orti sociali in collaborazione con Ca’ Foscari, il raddoppio degli ecoincentivi per la sostituzione di caldaie, la creazione di un’area di sgambatura per i cani in ogni quartiere; sul fronte delle politiche sociali l’attivazione di una nuova carta famiglia con sconti e tariffe agevolate per le numerose, nuovi alloggi Erp per giovani coppie e famiglie in difficoltà.  Infine il candidato sindaco è intervenuto sulla gestione del fenomeno migratorio: "Vogliamo - ha detto - che il numero dei migranti alla caserma Serena arrivi progressivamente allo 0. E’ necessario andare verso la chiusura di una struttura che ha rappresentato una soluzione emergenziale. I modelli di accoglienza per noi sono altri: per questo stiamo continuando a lavorare allo Sprar. Il nostro impegno nei prossimi anni sarà anche questo: quello di andare, in collaborazione con la Prefettura, verso una chiusura della caserma”.

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