Lunedì, 20 Settembre 2021
Attualità Sant'Antonino

La triste storia del farmaco Evolocumab: parla Cittadinanzattiva Treviso

Un farmaco salvavita per chi soffre di problemi cardiologici, che si fa fatica a distribuire. In tutta la provincia di Treviso, ad esempio, lo distribuisce solo l'Ospedale di Conegliano tramite Cardiologia. Necessari visita di controllo e prescrizione ogni sei mesi. Alcune proposte migliorative di Cittadinanzattiva Treviso.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Intanto chiariamo che Evolocumab è un potente farmaco di nuova concezione, in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue dei pazienti e prevenire con successo eventi drammatici quali infarto o morte improvvisa. Si tratta di un farmaco importante la cui efficacia è stata convalidata recentemente anche in un meeting organizzato da "Motore Sanità" (ente non profit di ricerca scientifica e divulgazione sanitaria in Italia ed Europa) nel mese di maggio 2021 (titolo: Focus Ipercolesterolemia) dove clinici, farmacisti, esperti della politica sanitaria hanno convenuto sulla sua sicurezza ed efficacia. In questa assise era presente anche il dottor Francesco Rocco, di Cittadinanzattiva Treviso, in rappresentanza dei cittadini. Il dato negativo e preoccupante è stato rilevare la inadeguata accessibilità dei pazienti al farmaco.

Nella regione Veneto, ad esempio, solo 11 centri posso prescrivere e distribuire Evolocumab tramite le farmacie ospedaliere. Nella provincia di Treviso, addirittura, è uno solo il centro autorizzato a distribuirlo. Si tratta della Cardiologia dell'ospedale di Conegliano, mentre le Cardiologie in totale sono 5 ossia Montebelluna, Castelfranco Veneto, Treviso, Vittorio Veneto e Conegliano. Di conseguenza, tutti i pazienti trevigiani che ne hanno bisogno devono andare a prendere il farmaco a Conegliano. Il problema della prevenzione e della cura è una cosa seria. Si stima che in Italia ogni anno i malati di cuore siano circa 240/250 mila. Nel Veneto, già nel 2006, si stimavano fossero il 40% delle morti totali. Nel documento dell'Ulss 2 Treviso (Profilo di Salute 2018, datato 31 dicembre 2018) si scrive "che ci sono circa 161mila persone affette da malattie cardiovascolari, ossia 1 su 6, con tassi superiori sui maschi.

Questa malattia è ancora la principale causa di morte dell'Ulss (30% dei decessi). C'è una diminuzione di mortalità per infarto miocardico acuto. Qui si può fare una seria politica di prevenzione. Nel documento si prevedono nel 2025 circa 182.779 persone morte (uomini 91.680 e 91.100 donne) e nel 2020, 171.876 (di 85.609 uomini e 86.267 donne)". Il farmaco per la sua specificità viene raccomandato come uso dalle principali agenzie del farmaco (EMA europea e AIFA italiana). Anche la Regione Veneto, con un studio specifico (PRIHTA), ha espresso parere favorevole all'utilizzo di questo farmaco salvavita, ma lo ha autorizzato solo a 11 reparti e di questi solo 4 sono Cardiologie (tra queste, appunto, in provincia di Treviso c'è Conegliano), con il rinnovo del piano terapeutico ogni sei mesi. Quindi, attualmente in Veneto i centri che possono prescrivere questo farmaco salvavita sono 1 ogni 450mila abitanti, contro una media nazionale di 1/150mila. Se si considera che questo è un dato della migliore sanità del mondo, stiamo ragionando di un grosso problema.

La proposta di miglioramento di Cittadinanzattiva Treviso, senza intaccare il primato, propone che nella Marca trevigiana ci sia la possibilità per tutte le Cardiologie di distribuire il farmaco (Castelfranco Veneto, Montebelluna, Treviso e Vittorio Veneto, oltre all'attuale Conegliano) e a questi si aggiunga anche l'ORAS di Motta di Livenza, centro di eccellenza in materia. Questa proposta non aumenterebbe i costi di gestione in quanto gli attuali richiedenti e i futuri, a costo di sacrifici sulla mobilità, ne usufruiranno andando a Conegliano. Di conseguenza, nessun costo aggiuntivo. Ma anche nessuna prebenda o regalo, bensì la riparazione, da fare in fretta, a ripristino dei diritti di accesso che sono una delle condizioni di usufruibilità dei diritti. Su questo è in distribuzione un documento della nostra associazione Cittadinanzattiva Treviso che spiega tutta la questione e contiene anche le proposte di riorganizzazione del servizio.

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