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Telefono rosa: 140 nuovi casi nel 2023 ma solo una donna su tre denuncia

Sono soprattutto donne tra i 30 e i 60 anni ma ci sono anche alcune ragazze under 20. Per 129 dei casi assistititi dai centri è la violenza psicologica quella che maggiormente incide. In tutto il centro antiviolenza di Treviso segue 344 donne, un numero che si avvicina al migliaio per tutta la Marca

Nel 2023 sono stati 140 i nuovi casi di donne maltrattate che sono stati presi in carico dal centro antiviolenza di Treviso: tra queste, quasi tutte donne tra i 30 e i 60 anni, sono 51 hanno poi deciso di denunciare il partner. Sono alcuni dei numeri diffusi oggi, 15 aprile, da Telefono rosa. In tutto sono 344 le donne che sono supportate dalle volontarie dell'associazione, un numero che si attesta al migliaio tenendo conto degli altri centri dislocati nella Marca. I "maltrattanti" delle 140 vittima sono in 67 casi l'attuale coniuge, in 27 casi l'ex coniuge ma non mancano anche vicini o colleghi (16 casi) oltre a parenti conviventi (12 casi). In 129 casi le donne hanno indicato le violenze psicologiche come quelle maggiormente impattanti ma sono state ugualmente 43 le vittime che si sono dovute rivolgere al pronto soccorso per problemi di natura fisica psicologica. C'è poi il nodo degli figli delle coppie in cui si verificano episodi di violenza: i figli di 30 delle 66 madri assistite hanno assistito ad aggressioni fisiche del papà nei confronti della mamma.

È stato intanto presentato oggi, nella sede della Provincia di Treviso che patrocina l’iniziativa, il progetto "Vinci la Violenza, torna a sorridere" realizzato dal Centro Antiviolenza Telefono Rosa di Treviso assieme all’azienda del trasporto pubblico locale, MOM Mobilità di Marca Spa e il sostegno del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Treviso, per sensibilizzare la cittadinanza tutta sul fenomeno della violenza di genere. Valorizzando la rete capillare del sistema del trasporto pubblico gestito da MOM si vuole cogliere l’occasione di far conoscere nel modo più ampio possibile la presenza e il lavoro del Centro Antiviolenza Telefono Rosa. L'iniziativa si realizzerà attraverso l'affissione all'interno dei 450 autobus MOM di manifesti/volantini che, richiamando l'attenzione sul tema della violenza sulle donne, informeranno la cittadinanza sulle modalità di contatto diretto con il Centro Antiviolenza Telefono Rosa di Treviso, a cui le donne possono rivolgersi per chiedere aiuto. Gli “appendini” con i contatti del CAV che si troveranno a bordo bus sono a disposizione dei passeggeri che sono espressamente invitati a portarli con sé (su ognuno c’è infatti scritto “Staccami e portami con te”), con la speranza che raggiungano case, luoghi di lavoro, scuole.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, Giacomo Colladon, presidente di MOM, Maria Stella Di Bartolo, presidente del Centro Antiviolenza Telefono Rosa di Treviso, insieme a Rita Giannetti, vicepresidente del Centro. Presenti anche Olga Rilampa, presidente della Commissione provinciale pari opportunità, Gloria Tessarolo, assessore del Comune di Treviso delegata alle pari opportunità, e Marco Turrini, colonnello del Comando provinciale dei Carabinieri di Treviso.

«L'obiettivo – spiega la presiede del CAV, Maria Stella di Bartolo - è garantire una diffusione costante, chiara e immediata della realtà del Telefono Rosa nel territorio, affinché quelle donne che stanno subendo violenze di genere, maltrattamenti, violenza domestica, psicologica o economica sappiano che il contatto con il CAV è immediato, diretto e gratuito. Non solo: tutta la cittadinanza potrà così acquisire consapevolezza del lavoro del Centro Antiviolenza, presidio fondamentale per l’emersione della violenza di genere e per la lotta al fianco delle donne per la loro fuoriuscita dalla violenza».

«Con 40mila passeggeri al giorno e quasi un milione di corse l’anno, MOM – commenta il Presidente dell’azienda, Giacomo Colladon - è il punto di riferimento per la mobilità di una fetta importante dalla popolazione del nostro territorio, avendo una operatività in tutta la provincia di Treviso e oltre. Il 62% dei nostri clienti sono donne, quasi l’80% sono giovani: i messaggi a bordo bus potranno quindi raggiungere i target giusti, sia per diffondere i contatti del CAV a chi ha bisogno di aiuto, sia per educare le nuove generazioni su un tema così importante».

«Il primo passo è parlarne – ricorda Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – un messaggio che è punto di partenza per tutte le attività che la Provincia, in collaborazione con gli organi provinciali competenti in materia di pari opportunità e sensibilizzazione, rilancia durante l’anno sul tema del contrasto alla violenza, in qualunque forma essa si manifesti. Siamo dunque lieti di supportare anche questo nuovo progetto di Telefono Rosa, dando il nostro patrocinio: grazie alla sensibilità di MOM e alla capillarità della rete trasporti, su tutti i bus cittadine e cittadini potranno staccare degli appendini cartacei dedicati con i contatti utili per cercare sostegno e consulenza. Un piccolo ma significativo segnale di aiuto per diffondere anche tra le nuove generazioni il messaggio che parlarne può salvare una vita e che non si è mai soli».

La storia di Telefono rosa

Il Centro Antiviolenza Telefono Rosa di Treviso Odv nasce nel 1988 per volontà di un gruppo di donne che decise di parlare apertamente di violenza di genere per uscire dall’isolamento che la violenza porta con sé. A seguito dell’entrata in vigore della legge Regionale 5/2013 il Cav di Treviso è stato tra i primi 10 centri mappati dalla Regione Veneto. Dopo 36 anni dalla sua creazione il Centro Antiviolenza di Treviso è diventata una realtà imprescindibile nel territorio, per la lotta contro la violenza di genere, anche attraverso un lavoro in rete con le strutture del Territorio, in primis il Comune di Treviso, Pronto soccorso le forze dell’ordine e i servizi tutti.

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