Lapitec di Vedelago: l’attività ai tempi del Covid-19

Nella morsa dell’emergenza sanitaria, Lapitec continua la produzione con accurati provvedimenti per i dipendenti. E di fronte all’Europa immobilizzata dal virus, intravede nuove possibili collaborazioni commerciali con una Cina in fase di ripresa.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

“Fin dal primo istante, quando ancora in Italia non era scoppiato il caso in tutta la sua gravità, siamo stati messi a dura prova” comincia così il suo racconto Marcello Toncelli, al timone di Lapitec, azienda di Vedelago nota per la sua brevettata pietra sinterizzata, un materiale minerale 100% naturale che trova largo impiego in architettura e product design. “Il nostro distributore cinese, che in quel momento si trovava in Italia, non riusciva più a rientrare in patria e i suoi uffici di Foshan sono rimasti chiusi per diverso tempo. Tutt’ora è bloccato qui con lo staff italiano, ma prossimamente ripartirà, disposto a restare in quarantena dal momento del suo arrivo in Cina. A Vedelago invece siamo operativi, anche se con tutte le restrizioni del caso”. Precauzioni evidenti fin dal primo istante in cui si entra in azienda, in reception, dove è stato allestito uno schermo protettivo per il personale che continua a lavorare all’accoglienza. Non che vi siano poi così tanti ospiti a cui dare il benvenuto, visto che sono stati chiusi i contatti con l’esterno e rinviate tutte le visite. “Oggi in Lapitec si entra solo ed esclusivamente con le mascherine sul volto. Per quanto possibile, ci siamo occupati noi di fornirle a tutto il personale, riuscendo con non poche difficoltà a recuperarne di modello a triplo velo (le tipiche mascherine medicali) per gli uffici e per il personale dello stabilimento produttivo. Ci teniamo alla salute dei nostri collaboratori e ancor di più che si sentano protetti e sicuri sul posto di lavoro. Dovreste vedere la mensa, che è stata completamente ri-allestita per l’occasione, per assicurare ai presenti le distanze previste dal Decreto”. Gli operai del reparto produzione continuano il loro lavoro, esortati a provarsi la temperatura tutte le mattine, mentre negli uffici si procede con turnazioni e smart working, anche grazie al supporto di software Cisco messo a disposizione fin da subito dall’azienda. In questo modo l’attività prosegue, garantendo le consegne in tutto il mondo e in particolare negli Stati Uniti, uno dei principali mercati della pietra sinterizzata. “Tranne alcuni rallentamenti, tutto procede. Il problema vero è che gli autotrasportatori, in particolare quelli dell’est Europa, non vogliono caricare in Italia per paura di contrarre il virus. In questi giorni stiamo regolarmente caricando lastre verso Stati Uniti, Cina ed Europa, soprattutto via container, ma è possibile prevedere un calo degli ordini a partire dalla prossima settimana, dovuto più che altro alla chiusura dei nostri rivenditori. In caso di calo degli ordini l’attività del nostro reparto produttivo non cambierà e coglieremo comunque l’occasione per fare magazzino con lastre e campionatura.” Sono quasi 100 gli addetti dello stabilimento di Vedelago, attivo dal 2012 e oggi cuore pulsante di una delle aziende testimonial del design Made in Italy, dove è inevitabile pensare al periodo della ripartenza…forse proprio dalla Cina. “Il futuro? Siamo molto fiduciosi, anche perché la regione Veneto sta dando grande dimostrazione di forza e organizzazione, entrambe iniezioni di forza necessarie per gli imprenditori, ai quali inevitabilmente si sta chiedendo uno sforzo” continua Marcello Toncelli, nipote dell’omonimo Cavalier fondatore di Breton e inventore del Lapitec. “Del tutto inaspettata la situazione del nostro distributore cinese, che di fatto è rimasto fermo solo le due settimane successive al capodanno cinese. Ora sta provvedendo ad esempio a caricare il materiale per la prossima Kitchen and Bathroom di Shanghai, fiera recentemente confermata e prevista a inizio giugno. Per la nostra esperienza si può dire che in Cina la ripartenza ci sia già a pieno ritmo, e questo fa sicuramente ben sperare anche nell’Italia. Ripartiremo tutti e lo faremo presto, più forti di prima”.

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