Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Anche un opitergino tra i plurilaureati che onorano il Veneto: ecco Marco Nobili

Diplomatico di lungo corso, oltre alle 4 lauree e alle cinque lingue, vanta anche alcuni master, diversi premi e soprattutto il riconoscimento del suo incessante impegno sul lavoro da parte della comunità italiana all’estero

Marco Nobili

Stando all'indagine condotta qualche anno fa dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics per conto dell'associazione “Contribuenti Italiani”, l'Italia, con 259 plurilaureati, è all'ultimo posto in Europa per quella particolare classifica. A livello di ripartizione geografica, il nord del Paese contava il  23% dei plurilaureati, il 32% era nato nel centro Italia, mentre il 45% aveva origini meridionali. Il  dato risulta particolarmente basso se confrontato con la media europea, che indica un valore di 469, con 526 plurilaureati  in Germania, 503 in Spagna, 486 in Francia, 474 in Gran Bretagna.

Il Veneto sta però rapidamente recuperando in questa speciale graduatoria. Nei mesi scorsi avevamo appreso la notizia degli straordinari risultati di Giulio Deangeli, lo studente venticinquenne padovano che ha conseguito quattro lauree in quattro mesi, e che si appresta ora a conseguire ulteriori titoli di studio all’estero. Anche Oderzo però può ora vantare almeno un concittadino che accede al club dei plurilaureati che onorano la nostra regione.

Marco Nobili, classe 1966, nato a Montebelluna ma cresciuto a Oderzo, in questi giorni ha conseguito la quarta laurea magistrale: dopo essersi laureato in Economia Aziendale (vecchio ordinamento, Venezia), Scienze Politiche (vecchio ordinamento, Trieste) e Giurisprudenza (laurea magistrale a ciclo unico, Roma), Nobili ha conseguito nei giorni scorsi a Roma la laurea magistrale in Relazioni Internazionali, ottenendo il 110 e lode con una tesi intitolata "La policy Analysis applicata al caso della richiesta di maggiore autonomia per le regioni italiane, con particolare riferimento alla Regione del Veneto”, elaborato che include l’introduzione redatta dal presidente Zaia.

La tipologia di studi intrapresi è indicativa del tipo di attività svolta da questo ‘studente’: Nobili è da oltre vent’anni uno dei nostri diplomatici e in questo periodo ha lavorato come vice-ambasciatore a Khartoum e poi ancora all’estero come console in Croazia, USA, Argentina, Svizzera, oltre che con altri incarichi a Roma. Ora è impegnato alla Farnesina, dove svolge le funzioni di segretario esecutivo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, organo consultivo del governo sulle principali questioni politiche che riguardano i nostri connazionali all’estero. Carriera internazionale, ma con forte radicamento alle radici: la prima laurea Nobili l’aveva conseguita con una tesi che aveva come relatore il professore opitergino Ulderico Bernardi, docente con il quale condivide anche l’assegnazione del premio Tommaseo (Nobili nel 2007, Bernardi nel 2013). Quello di agevolare il rientro in Patria dei “cervelli” (ricercatori, docenti universitari, ecc) è un problema attualissimo, che il nostro Paese sta affrontando anche con interventi legislativi tesi a favorire la creazione di un perimetro normativo che agevoli la formazione e l’impiego in Italia di personale altamente qualificato.

In accordo con il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza che definisce le linee guida per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund e include tra gli obiettivi il “miglioramento della preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati “, è proprio di questi giorni la notizia secondo cui la commissione Cultura della Camera ha adottato il testo base della legge che abolisce un’interdizione di epoca fascista e che consentirà l’iscrizione allo stesso tempo a due corsi di studi universitari, auspicabilmente già dal prossimo anno accademico. L’iniziativa nasce dalla proposta di legge dell’on. Rossano Sasso (Lega) come "Modifica all'articolo 142 del testo unico di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 in relazione alla “soppressione del divieto di iscrizione contemporanea a diverse università e a diversi istituti di istruzione superiore, a diverse facoltà o scuole della stessa università o dello stesso istituto e a diversi corsi di laurea o diploma della stessa facoltà o scuola”.

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