La storia di Pasqua: a Monfumo apre una pizzeria da asporto in pieno Coronavirus

Commercio e coraggio: durante il lockdown c'è chi chiude ma anche chi apre, coma "LaLo Pace" formata da uno staff giovanissimo

Marco, il pizzaiolo, ha 24 anni e lo staff è giovane (in foto coi due titolari)

L’inaugurazione era fissata ai primi di marzo, era un progetto coltivato da tempo per un piccolo paese come Monfumo e doveva essere una pizzeria tradizionale con 80 posti a sedere e 40 tipi di pizza, ma è diventata una pizzeria gourmet da asporto con una scelta di 20 pizze lievitate naturalmente per 48 ore, condimenti particolari e tanta fantasia. Ha aperto i battenti, in pieno lockdown, la pizzeria (al momento solo da asporto) “LaLo Pace” a Monfumo, e in questo primo periodo di attività sta registrando il tutto esaurito. Il locale è di Claudio Gazzola e di Giada Bergamin, che in quel nome ha voluto rendere omaggio al nonno, una sfida di coppia fatta crescere con la passione che non si è fermata neanche di fronte al decreto. Verdure dell’orto di casa, farine a km zero, lievitazioni lunghe, pizze reinventate ogni settimana, varietà, consegna gratuita nel comune, prezzi dai 4,50 ai 9 euro, staff giovane e tanta voglia di fare. Resiste, anche in tempi di Coronavirus, lo spirito di impresa.

“Abbiamo aperto lo stesso - spiega Giada Bergamin, 34 anni, anima del locale - abbiamo assunto Marco, 24 anni, pizzaiolo, lavoriamo in 3, 4, a volte anche in 8 e ci dividiamo tra impasti, cotture e consegne a domicilio. Domenica scorsa abbiamo sfornato 135 pizze, è stata la serata migliore, non ci scoraggiamo e guardiamo avanti. Probabilmente gli 80 posti dopo questa fase dovranno diventare 40 per le regole sanitarie, ma andiamo avanti lo stesso, e vogliamo rendere un servizio nuovo al territorio”

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Per Giada e Claudio la pizzeria è una nuova sfida, che segue a quella iniziata 11 anni fa con il ristorante l’Osteria La Chiesa (oggi chiuso per decreto), sempre a Monfumo, dove le abilità culinarie di Claudio, le tradizioni apprese nella cucina materna, passione  e fantasia hanno già reso questo piccolo restante degno della Guida Michelin, che ne loda le caratteristiche citando “una cucina che parla di creatività ed innovazione. Con un imperdibile menu dedicato all’asino che caratterizza questo suggestivo angolo di Marca trevigiana”.

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