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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Impresa di famiglia, la macchina perfetta

Il 24 gennaio, The Family Business Unit racconta la sua visione per innovare le imprese di famiglia, un business model diffuso e performante, analizzato di recente da Bocconi e Unioncamere Veneto. Nella sede di InfiniteArea si apre FBU Academy, progetto dedicato alle giovani generazioni di imprenditori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

In tempi non troppo lontani è stato indicato come uno dei fattori che hanno fatto del Nordest "la locomotiva d'Italia" e oggi, in un panorama economico profondamente mutato, resta una delle carte vincenti di un territorio che si sta ripensando. Il modello di business delle imprese di famiglia è al centro di un incontro proposto martedì 24 gennaio alle 20.30 da The Family Business Unit, piattaforma dedicata a sostenere l'evoluzione delle imprese di famiglia. Nella sede di InfiniteArea, il neonato centro di innovazione d'azienda con sede a Montebelluna, si affronta il re-start di un modello di impresa che costituisce lo scheletro, non solo dell'economia veneta, ma di quella italiana e internazionale. Un modello complesso, ricco di potenzialità, spesso sottovalutato. Nel senso comune si associa "impresa di famiglia" alle piccole o piccolissime imprese dell'artigianato e del piccolo commercio, ma i dati svelano una realtà ben diversa. L'osservatorio AUB dell'Università Bocconi (novembre 2016) evidenzia che il 65% delle imprese italiane e il 71% delle imprese venete con oltre 20 milioni di euro di fatturato sono familiari, la percentuale di imprese quotate in borsa che afferiscono a una famiglia supera il 40%. Non mancano i casi di realtà che dopo un periodo di gestione affidata a manager esterni decidono di invertire la rotta e "riscoprono" le potenzialità di un modello a impronta familiare. Ma il dato forse più sorprendente arriva dallo studio pubblicato a dicembre da Unioncamere Veneto, che ha analizzato i dati di bilancio degli ultimi 8 anni di un campione rappresentativo di aziende: le imprese di famiglia si confermano capaci di performance migliori, sia per tassi di crescita del fatturato che per marginalità. Certo rispetto a 10, 20 o 30 anni fa i modelli di business anche nell'impresa familiare sono profondamente diversi - si pensi al contributo offerto dalla maggiore presenza della componente femminile nelle stanze dei bottoni - e gli imprenditori sono chiamati a rapide trasformazioni per rispondere alla crisi del mercato, magari integrando competenze manageriali alla guida d'impresa. «La passione che un imprenditore e la sua famiglia mettono nella loro impresa - spiega Luca Marcolin, fondatore nel 2011 di The Family Business Unit, assieme al collega inglese Stuart Farleight - depongono a favore di risultati di eccellenza. Anche se non è sempre tutto così facile. Mettere insieme famiglia e impresa vuol dire mettere insieme due sistemi che non sempre condividono interessi e priorità. La passione che tanto premia quando tutto e tutti sono allineati, diventa emotività che rende difficile il confronto e può creare stallo o forti conflitti. Questa "macchina perfetta" esprime il suo potenziale nell'integrazione, in equilibrio tra continuità e innovazione, qualità delle relazioni e focalizzazione sui risultati, creando un binomio virtuoso tra impresa e famiglia, coinvolgimento personale e fiducia reciproca». La serata del 24 gennaio sarà occasione per confrontarsi sul valore e i rischi dell'impresa familiare, approfondire la visione del progetto messo in campo da The Family Business Unit e presentare la seconda edizione di FBU Academy, un training dedicato specificatamente alle aziende di famiglia. Per un intero anno accompagna le giovani generazioni di imprenditori a rafforzare le loro competenze gestionali e personali, ad acquisire e testare, in un ambiente protetto, un particolare tipo di leadership, in cui si concentrano abilità e sensibilità adeguate a integrare affetti e azienda. Dieci incontri di formazione, a partire dal mese di febbraio, proposti assieme a diversi strumenti di crescita personale e di confronto. Da un lato il coaching, per "declinare" le competenze apprese nelle specifiche sfide che ogni imprenditore si trova ad affrontare nel proprio contesto professionale, e dall'altro una community che riunisce tutti gli imprenditori coinvolti nel progetto: attraverso incontri e utilizzando i canali social è favorito il confronto tra pari, in cui gli imprenditori possono condividere e confrontarsi, cogliere stimoli e nuove opportunità d'impresa. Il progetto FBU nasce da un'intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria: portare gli strumenti del coaching e della consulenza di processo, della facilitazione, anche nelle stanze dei bottoni, fino al vertice aziendale e non solo ai quadri intermedi. Dopo aver lavorato per 12 anni in grandi realtà d'impresa manageriali e a guida familiare, Marcolin inizia a dedicarsi alla consulenza direzionale 10 anni fa e presto si rende conto che non è possibile parlare di sviluppo dell'organizzazione d'impresa se non viene coinvolto l'imprenditore, vero deus ex machina di ogni realtà aziendale, e il suo sistema familiare. Al tavolo dell'imprenditore, dove è presente l'esperto legale o fiscale, propone di "contemplare" anche figure che lo aiutino a gestire le dinamiche personali e relazionali che spesso, se non gestite, rischiano di "minare" sia l'armonia familiare che i risultati aziendali. Questa la vocazione di Family Business Unit, progetto internazionale presente in Regno Unito, Irlanda e nella Repubblica Ceca, oltre che in Italia. «Il nostro percorso - spiega Marcolin - sostiene le aziende nel gestire i momenti cruciali in cui impresa e famiglia si incrociano. Quello della fondazione, quando un imprenditore trova nella sua famiglia sostegno morale e spesse volte materiale, e qualche anno dopo, quando ha sviluppato l'azienda e trova nella famiglia una delle più naturali evoluzioni, quella della continuità nel passaggio del testimone ai figli. Visioni diverse rispetto alle priorità e alle scelte da fare, scarsa capacità di innovazione dei modelli di business, difficoltà nell'integrazione di professionalità esterne alla famiglia, poca chiarezza nella gestione del passaggio tra generazioni sono alcune delle grandi sfide che affrontiamo assieme alle imprese di famiglia, forti di una esperienza specifica e di una una rete di coach e professionisti, formati all'interno di FBU, diffusa fra Lombardia, Veneto ed Emilia». L'impresa di famiglia, gestita valorizzando appieno il suo potenziale, batte dunque l'impresa manageriale sul piano dei risultati economici e rappresenta una straordinaria risorsa sociale: in termini di motivazione e scopo entrano in gioco fattori determinanti che alimentano la crescita dell'impresa e del territorio in cui opera, valori come responsabilità, fiducia e sostenibilità. Info www.familybusinessunit.it info@familybusinessunit.it

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