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Economia

Aumento tasse, Cna provinciale propone tavolo tra Comuni e imprese

Per Cna Treviso è necessario scongiurare l’aumento della tassazione su imprese e famiglie. Per questo va organizzato subito un tavolo tra Comuni ed imprese

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

"Occorre interrompere il circolo vizioso tra diminuzione dei trasferimenti dallo Stato e aumento della tassazione locale e innescare un nuovo circolo virtuoso che rilanci l’economia del territorio aumentandone la competitività".

Lo afferma Giuliano Rosolen, direttore della CNA provinciale, che rilancia la costituzione di un tavolo tra i Comuni della Marca Trevigiana e le Associazioni di categoria per costruire assieme una “manovra territoriale” che scongiuri l’aumento della tassazione sulle imprese e sulle famiglie.

Ma in un periodo di taglio dei trasferimenti è davvero possibile ipotizzare il congelamento o, addirittura, la riduzione della tassazione locale?

"La situazione dei nostri Comuni è drammatica. Basti pensare che a Treviso, su 139 milioni di euro raccolti con la prima rata dell’IMU ben 55 sono volati a Roma. Però è possibile ed è indispensabile congelare le tasse locali – spiega Rosolen - La pressione fiscale ha raggiunto livelli insopportabili e c’è il rischio che le imprese che producono lavoro, reddito, occupazione, cioè ricchezza, debbano chiudere per troppe tasse. È arrivato il momento di ripensare le modalità e i modelli di gestione delle funzioni pubbliche e dei servizi alle persone e alla collettività, assumendo come valore fondante dell’economia il lavoro, sia autonomo che dipendente".

Come, in concreto?

"Le cose da fare in concreto sono poche e chiare e, soprattutto, praticabili in tempi brevi – continua il direttore della CNA - Nonostante i tagli ai trasferimenti, ci sono margini di manovra importanti sui bilanci comunali: i sindaci devono valutare tutte le soluzioni possibili per ridurre la spesa dei Comuni».

Su quali capitoli di spesa agire per non tagliare i servizi ai cittadini?

"Noi vediamo la soluzione nella creazione delle unioni comunali per la gestione associata dei servizi – spiega Rosolen – e anche nell’integrazione sempre più stretta tra pubblico/privato, con il pubblico che si ritaglia un ruolo di programmazione e lascia la gestione al privato. Le consulenze esterne sono poi un altro ramo secco da tagliare. E lo sviluppo della lotta all’evasione fiscale è un ulteriore campo da cui i Comuni potranno avere grandi benefici".

La riduzione del carico burocratico è un alto punto della “manovra territoriale” proposta dalla CNA. La burocrazia costa alle imprese 26,5 miliardi di euro l’anno.

"Rilanciamo la necessità che i Comuni definiscano con le associazioni economiche un percorso per semplificare e ridurre i tempi e i costi della burocrazia. I margini per recuperare risorse su questo fronte sono enormi. Certo, finché ognuno si muove per conto proprio è difficile ottenere risultati, per cui noi chiediamo una concertazioni tra enti locali e categorie che fissi obiettivi, contenuti e tempi".

Anche sul grande nodo del ritardo dei pagamenti, che sta asfissiando molte imprese per mancanza di liquidità, i Comuni possono fare molto, attivando opportuni accordi con le banche che consentano il pagamento dei loro debiti verso le imprese, mentre a livello nazionale il Parlamento dovrebbe recepire la direttiva europea che fissa in 60 giorni i tempi di pagamento massimi della PA verso le imprese.

Calibrando opportunamente le leve fiscali, infine, i Comuni possono avere un ruolo centrale nel rilancio dell’economia locale, a cominciare dal comparto dell’edilizia, ad esempio, agendo sugli oneri dovuti per la messa in sicurezza antisismica dei capannoni e per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Insomma, per la CNA è urgente la messa in opera di un tavolo territoriale che affronti e sciolga tutti questi nodi: il beneficio in termini di competitività per il nostro territorio sarebbe enorme.

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