«Le aziende locali si forniscano a km 0. Costruiscano reti di impresa»

Appello al mondo dell’imprenditoria dell’industria e del manifatturiero del segretario generale della CGIL di Treviso, Mauro Visentin

«Le aziende della Marca trovino forniture a km 0. La crisi sanitaria ed economica che ci sta così duramente colpendo sia l’occasione per rivedere il sistema produttivo trevigiano nella realizzazione delle reti d’impresa. Se alcuni settori, come il turismo e il commercio, sono i più colpiti, altri come il metalmeccanico e il manifatturiero potrebbero, se si opera in modo strategico e sinergico, trovare anche slancio dalla difficile situazione e fare così da traino per tutto il sistema economico provinciale e veneto quando tutto passerà». A dirlo il segretario generale della CGIL di Treviso, Mauro Visentin, che avanza alle realtà produttive del territorio e al mondo degli industriali la sua proposta.

«Evitiamo le strumentalizzazioni e non reagiamo solo in difesa -sottolinea il leader della CGIL trevigiana- Non possiamo permetterci, in un momento duro come quello che stiamo vivendo, di perdere la lucidità e farci trascinare in facili speculazioni di natura politica. Oggi è il momento di fare sistema, di lavorare insieme per costruire nuovi percorsi, non per distruggere. Il nostro tessuto economico è andato in crisi in brevissimo tempo, registrando da subito un crollo verticale del comparto turistico e, causa le stringenti misure attuate dal Governo, anche del commercio e della ristorazione. Settori che vanno sostenuti attraverso gli ammortizzatori sociali e forme di sgravio, se non un indomani con azioni di incentivo. Dentro questa buia situazione c’è anche qualche spiraglio. Ci sono settori, come l’industria e il manifatturiero che al momento non sono stati toccati e che potrebbero rafforzarsi. Come? Se la globalizzazione ha portato negli anni le imprese ad attingere forniture dall’estero, in particolare proprio dalla Cina, possono ora rivedere questa politica degli approvvigionamenti e cercare, proprio in una logica strategica e di rete di impresa, nuovi partner, nuovi fornitori a km 0 in risposta alle esigenze di produzione e di mercato – propone Visentin –. Quelle reti di impresa delle quali si è fatto gran parlare in passato ma che neppure la crisi del 2008 ha portato a realizzare nel concreto».

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«Una scelta questa -afferma Mauro Visentin- che sosterebbe in questa difficile fase il mercato interno, dunque il sistema produttivo e l’occupazione del nostro territorio, riportando all’interno del perimetro veneto risorse economiche, salari, nonché fondi monetari, a loro volta da reinvestire proprio nei settori oggi più compromessi. Contribuirebbe altresì a dare opportunità agli espulsi dal mercato del lavoro. Non si fraintenda non possiamo né isolarci né tantomeno pensare di restare fuori dai complessi meccanismi che regolano il mercato globale. Ma, anche dentro una dinamica così critica, possiamo provare a trarne il meglio, a rafforzare il nostro sistema produttivo per essere un indomani ancora più competitivi. Chiediamo allora questo sforzo imprenditoriale. Lo chiediamo, con senso di responsabilità, direttamente ai nostri imprenditori veneti ma al contempo alle loro rappresentanze. Mettiamoci insieme per affrontare il momento con intelligenza e lungimiranza per restare motore del Paese».

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