Le Credit Union canadesi alla scoperta di Bcc Monsile

Il viaggio-studio della delegazione canadese, realizzato dal CUOA Business School in collaborazione con la British Columbia di Vancouver, rientra in un programma di scambio ed alta formazione manageriale per approfrondire il modello cooperativo veneto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

MONASTIER Grazie alla collaborazione fra la Banca di Monastier e del Sile con il CUOA Business School, una delegazione di bancari canadesi - con il supporto ed il coordinamento della British Columbia Institute of Technology di Vancouver – ospiti in Veneto per una settimana, nell'ambito del programma di scambio ed alta formazione manageriale “Executive Collaborative Field School”, hanno visitato alcune realtà rappresentative della cooperazione veneta, fra le quali la BCC di Monastier e del Sile. Il CUOA ha organizzato per gli 11 manager una serie di lezioni e di visite aziendali nel territorio. La delegazione canadese era composta in prevalenza da amministratori delegati (CEO) e branch manager di Credit Union del Canada (il corrispettivo delle Banche di Credito Cooperativo italiane). “La scelta della regione Veneto come meta del viaggio – hanno spiegato i responsabili del progetto formativo - non è casuale, poiché la storia del Credito Cooperativo italiano inizia proprio nel 1883 nel padovano, con l’obiettivo di sottrarre le campagne alla miseria e all’usura. Queste banche sono nate sulla spinta di cinque princìpi ispiratori, ancora oggi validi: mutualità, autogestione, responsabilità, autonomia, solidarietà”. Il responsabile delle Risorse Umane e Organizzazione di BCC Monsile, Alessandro Darsiè, specifica che il viaggio formativo in Italia della delegazione canadese aveva come principale obiettivo lo studio del modello delle relazioni cooperative fra piccole imprese e le modalità con le quali tali relazioni possono essere sfruttate per servire i mercati globali. “In particolare, erano interessati ad apprendere come sviluppare strategie specifiche di settore, che aiutino la crescita e la competitività delle piccole e medio imprese e come applicare il modello cooperativo all'economia commerciale più ampia, promuovendo il coinvolgimento di singole imprese in imprese collettive, così che possano beneficiarne tutti i partecipanti e i settori associati”.

“Oltre a raccontare le peculiarità e la storia della nostra BCC, che il 31 maggio festeggia i 110 anni di attività – hanno spiegato amministratori e dirigenti di Banca di Monastier e del Sile – la visita è stata anche occasione per illustrare agli ospiti canadesi la Riforma del Credito Cooperativo, in virtù della quale dal 01 gennaio 2019 la nostra banca entrerà a far parte del Gruppo Bancario Iccrea. Al quale sarà legata dalla sottoscrizione di un cosiddetto 'patto di coesione', che ci darà margini di autonomia in base alla buona gestione che saremo in grado di applicare. La capogruppo svolgerà contemporaneamente un ruolo di sentinella e di garante rispetto alla mission che ci caratterizza, di legame al nostro territorio, fornendoci al contempo tutti gli strumenti, a cominciare da quelli tecnologici, che una moderna banca deve offrire alla propria clientela, per operare in un mercato internazionale come il nostro”. Presso la Banca di Monastier e del Sile la delegazione ha incontrato il presidente della BCC Renzo Canal e il vicepresidente Antonio Zamberlan, che hanno spiegato le specificità del Credito Cooperativo ed il legame con la base sociale. La parte più tecnica è stata presentata dal docente del CUOA, Paolo Bellamoli, insieme ad Andrea Benassi (responsabile Relazioni Istituzionali ed Internazionali di Iccrea) e da Marco Bellabarba (dell’ufficio Comunicazione e Media Relations di Iccrea), che hanno spiegato il ruolo attuale del Gruppo bancario Iccrea e quello del costituendo Gruppo Bancario Cooperativo, nell’ambito della Riforma delle BCC. Molte le domande dei manager e degli amministratori canadesi, che sono rimasti positivamente colpiti dal modello cooperativo veneto e dalla sua efficacia.

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