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Sindacalista in cassa integrazione, proclamato lo stato di agitazione alla Replay

La Femca Cisl: "Il dipendente è stato messo in cassa straordinaria in maniera discriminatoria, senza alcun motivo riconducibile alla mancanza di lavoro o alla soppressione del posto nel reparto"

TREVISO Nell’assemblea di oggi con i lavoratori di Fashion Box, Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil Treviso hanno deciso unitariamente la proclamazione dello stato di agitazione. Dopo i fatti avvenuti nei giorni scorsi, quando un dipendente di Replay facente parte della RSU è stato collocato in cassa integrazione straordinaria in maniera arbitraria e senza alcun preavviso, e dopo che a dicembre l’azienda aveva informato che non avrebbe più collocato nessuno e che gli esuberi erano rientrati, nella giornata di ieri Fashion Box ha risposto all’impugnazione del provvedimento di cassa straordinaria fatto dalla Femca Cisl scrivendo che “l’azienda si riserva la facoltà di procedere ad ulteriori legittimi provvedimenti di collocazione in CIGS”. “Un annuncio inaccettabile - dichiarano Femca Cisl e Filctem Cgil - che conferma che potrebbero esserci altri provvedimenti di messa in cassa straordinaria”. Se l'azienda riterrà di porre altro personale in cassa integrazione straordinaria, Cgil e Cisl proclameranno lo sciopero di tutti i lavoratori.

“La Femca Cisl - spiega Gianni Boato segretario Femca Cisl Belluno Treviso - fa presente che il dipendente è stato messo in cassa straordinaria in maniera discriminatoria, senza alcun motivo riconducibile alla mancanza di lavoro o alla soppressione del posto nel reparto. Ci è stato riferito che il lavoratore sarebbe invece stato implicato in qualcosa di grave nell'ambito di un'indagine relativa alla tutela del patrimonio aziendale. Se così davvero fosse, noi della Cisl saremmo i primi a chiedere che si faccia chiarezza, con formali denunce alle forze dell'ordine, a tutela dell'azienda e di tutti i dipendenti. Il vero problema, secondo noi, è invece che il lavoratore è 'colpevole' di aver fatto emergere delle situazioni di gravi criticità e averne messo a conoscenza persone di spicco in azienda, componenti del Cda che, con discrezione, hanno chiesto informazioni al lavoratore”.

“Il problema - prosegue Boato - è che in Replay c’è una struttura fatta di grandi eccellenze tra operai e impiegati, i 5 e 6 livelli e i quadri rappresentano il cuore pulsante dell'azienda e coloro che ogni giorno svolgono con fatica il lavoro; in particolare, c’è un altissimo senso di appartenenza al marchio, dovuto per molti a quanto trasmesso dal fondatore Buzziol, e c'è una grande laboriosità operativa che non trova una guida all’altezza nella responsabilità dirigenziale.Oggi il clima è diverso e il cambiamento che si auspicava non c’è stato: ad andarsene nei mesi scorsi sono state le eccellenze”.

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