Varata in riva al Sile la prima barca elettrica per il trasporto passeggeri

Giovedì 25 giugno il varo della "Green Power" a Lughignano di Casale sul Sile, nel cantiere della Studioplast. Presenti Don Fabio Mattiuzzi e il sindaco Stefano Giuliato

In foto la benedizione della barca

Si chiama Green Power la prima barca ibrida varata alle ore 12 di giovedì 25 giugno nel cantiere Studioplast di via Nuova Trevigiana 21 a Lughignano di Casale sul Sile.

Le misure sono 16 metri e 50 per 3,50 con motore elettrico da 80 cavalli (60 kilowatt) e la stazza di 18 tonnellate. E' in grado di navigare per 5 ore alla velocità di 6 nodi trasportando 50 persone e può percorrere il Canal Grande almeno 4/5 volte o l'intero fiume Sile prima di scaricarsi. In ogni caso se necessario può attivare il motore diesel endotermico. Si tratta di un'operazione importante per il cantiere trevigiano che ha costruito la barca per conto della società Venice by Boat, dopo vari esperimenti e prototipi. Sarà destinata al servizio delle isole della Laguna Nord (Torcello, Sant'Erasmo, Murano, Burano), in convenzione con l'Actv o per gite lungo il fiume Sile, in totale rispetto dell'ambiente. Il design è stato curato dall’artista padovano Emmanuele Panzarini che ha usato forme e colori in grado di rievocare la magia dell’acqua. Presenti al varo: il titolare di Studioplast Giuliano Vincenzi e la figlia 25enne Anna che affianca il padre in cantiere, Livio Seno e Tiziano Busin rispettivamente amministratore delegato e presidente di Venice by Boat, don Fabio Mattiuzzi che ha benedetto la barca e recitato la preghiera del marinaio com’è tradizione, il sindaco di Casale, Stefano Giuliato.

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Dopo la benedizione del sacerdote la madrina Giulia Zulianello ha infranto sullo scafo l’immancabile bottiglia di Prosecco portafortuna, con l'accompagnamento della sirena spiegata. Quindi si è svolto un giro di prova fino a Casier con finale conviviale alla trattoria Al Sile. Si tratta del primo varo del cantiere trevigiano dopo il lockdown e un’operazione ecologica importante, in cui sono stati felicemente risolti molti problemi tecnici, al fine di ridurre a zero l’impatto ambientale dell’imbarcazione pur consentendo una buona autonomia di navigazione. Il sacerdote don Fabio Mattiuzzi auspica che questo sia «un segno di ripresa a livello economico e relazionale dopo i tempi bui di isolamento vissuti». Una barca che permetterà di «trascorrere bei momenti insieme rispettando l’ambiente e godendo le meraviglie del nostro territorio». Il sindaco Stefano Giuliato in fascia tricolore ha sottolineato il valore che ha in un periodo in cui è difficile passare il testimone di padre in figlio, la scelta della giovane Anna, laureata in economia, di affiancare il padre Giuliano. «Dopo aver salutato tanti nostri vecchi, che dopo aver costruito la ricchezza economica e morale del nostro Paese sono andati avanti travolti dal Coronavirus, ci auguriamo che siano in molti a prenderne il testimone» dichiara il sindaco alpino usando la tipica espressione delle Penne nere.

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