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Coronavirus: «Rafforzare presidi sanità del basso Veneto»

Il consigliere regionale di Coordinamento Veneto 2020, Cristina Guarda, a Lonigo e Merlara porta migliaia di dispositivi di protezione individuale per nosocomi della zona

 

«Occorre ripensare le politiche socio sanitarie del basso Veneto, tra le aree più penalizzate dai tagli indiscriminati delle Giunte Zaia e Galan da vent'anni a questa patate. Lo dico da inizio legislatura ed oggi stiamo purtroppo accumulando un enorme credito nei confronti della Regione, con gli sforzi che coraggiosamente stanno facendo per servire il territorio e contenere i contagi. Penso a Schiavonia e Montagnana, all'ospedale di Noventa e la sua struttura intermedia, ora a supporto di Vicenza, e soprattutto a Merlara, in condizioni drammatiche in primis in casa di riposo, con la quasi totalità degli ospiti contagiati e 4 decessi».

A dirlo la Consigliera regionale del Coordinamento Veneto 2020 Cristina Guarda, dopo aver portato migliaia di guanti e occhiali protettivi nel reparto di riabilitazione ortopedica di Lonigo, alla vicina struttura di accoglienza gestita da Anffass e alla casa di riposo di Merlara (Padova): «Sono in contatto con la coraggiosa sindaca di questo piccolo paesino e quello che colpisce é la determinazione che trasmette pur soffrendo un grave senso di abbandono, che traspare dalle sue parole, comunque coraggiose e pragmatiche. Non si lasci Merlara e il Veneto rurale abbandonato al proprio destino. Almeno per questa Comunità, ora tra le più colpite dal Covid, ci aspettiamo dall'attuale Governo regionale un segnale forte e concreto a supporto di operatori e cittadini: tamponi e dispositivi di sicurezza in primis».

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