Test sierologici: Deborah Compagnoni dona mille kit al Ca' Foncello

L'ex campionessa di sci, presidente dell'associazione Sciare per la vita Onlus, ha compiuto un'importante donazione con Paolo Ruggiu, fondatore del team di Camminare per la via

In foto: il momento della donazione e il test sierologico a cui si è sottoposta la Compagnoni

Donati mercoledì 12 maggio alla Microbiologia del Ca' Foncello, mille kit Sarcov-2 (contenenti ciascuno 25 test sierologici).  A consegnare i kit Deborah Compagnoni, ex campionessa italiana di sci e presidente dell’associazione Sciare per la vita Onlus, insieme a Paolo Ruggiu, fondatore e coordinatore del team di “Camminare per la vita”.

Il team ha promosso sulla propria pagina Facebook e sul proprio sito internet una raccolta fondi per sostenere la donazione dei mille kit, contenenti ciascuno 25 test sierologici. L’invito è stato subito raccolto ed in poche settimane, attraverso le donazioni arrivate al conto corrente della onlus, è stato raggiunto l’importo di spesa necessario di 8540 euro. «Questo tipo di test - ha ricordato il dottor Rigoli, primario della Microbiologia - per semplicità di esecuzione e per rapidità di esito è in grado di velocizzare le procedure di screening, rappresentando un valido strumento per eventuali ulteriori approfondimenti, quali ad esempio il tampone oro-faringeo». «A Deborah Compagnoni e al team organizzatore di Camminare per la Vita - ha commentato Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 2 - va il mio più sentito ringraziamento per questa donazione che rappresenta un importante segno di vicinanza nei confronti di tutti gli operatori, impegnati in questa difficile battaglia contro il coronavirus. Campionessa nello sport, la Compagnoni si conferma una campionessa anche nella vita».

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«Non possiamo lasciare soli medici, rianimatori, infermieri e personale sanitario tutto, che lavorano per assicurare continuità di assistenza e cura anche in questa situazione così complicata - ha sottolineato Deborah Compagnoni - È da loro che dipende la nostra sicurezza ed il nostro benessere. Per questo, su suggerimento del dottor Rigoli, ho deciso di proporre un modo concreto, come piace a me, per sostenerli. Sono contenta di vedere che i tanti nostri amici di Camminare per la vita, non si sono tirati indietro. Il cuore dei trevigiani è grande e questo ci rende orgogliosi». «Restare con le mani in mano non è nel nostro stile - ha concluso Paolo Ruggiu - per questo ci siamo dedicati a questa iniziativa parallelamente all’organizzazione della quarta edizione della camminata, prevista per il 13 settembre 2020. Stiamo vivendo un momento di grande incertezza, ma continuiamo a sperare di riuscire a regalare una giornata serena ai nostri sostenitori, ritornando a camminare e riscoprire angoli suggestivi ma poco conosciuti di Treviso a settembre». 

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