rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
social

Graziella: un mito di stile made in Treviso

Creata nel 1964 a Vittorio Veneto è ancora oggi nel cuore di tutti

Inventata negli anni Sessanta da Rinaldo Donizelli per la Bottecchia di Vittorio Veneto, la Graziella è una bicicletta pieghevole, diventata icona del made in Italy. Fu pubblicizzata dalla bellissima Brigitte Bardot. ‘Graziella’, ancora oggi ha un sapore magico, e attorno al suo mito si raduna una fitta schiera di appassionati. Una serie di dettagli la rendeva unica. Il colore innanzitutto: dal classico bianco panna al delizioso blu oltremare. Per consentire all’acquirente di mantenere l’integrità dell’impeccabile verniciatura, la trevigiana Carnielli forniva insieme alla Graziella un tubetto di vernice, con tanto di pennellino incorporato nel tappo, per eventuali ritocchi che solitamente interessavano il portapacchi esposto ad urti e graffiature. La bici era nata come messo di trasporto povero, ma con la Graziella la bicicletta negli anni 60, fa un clamoroso salto di status anche grazie allo slogan dell’epoca che la definiva “la Rolls Royce di Brigitte Bardot”. 

Graziella nasce a Vittorio Veneto

La bicicletta pieghevole Graziella nasce nel 1964 dal creativo Rinaldo Donzelli che progettò per la Teodoro Carnielli, una bicicletta pieghevole, pratica,  trasportabile nel baule della vettura, robusta, poco ingombrante. Proposta nel periodo del boom economico, prodotta a Vittorio Veneto, provincia di Treviso, fu una novità che conquistò tutta Italia, non piu’ “solo una bici” ma un mezzo pieno di stile.

Il profumo di libertà e l’aria sbarazzina degli anni ’60 si rispecchiano nell’eleganza di questa due ruote raffinata destinata ad entrare nella storia.
La primissima serie prodotta inizialmente a brand Bottecchia dall’azienda Carnielli di Vittorio Veneto (Tv) si distinse subito per la sua straordinaria praticità. Robusta, pieghevole ed unica, la Graziella poteva essere comodamente riposta nel portabagagli delle macchine utilitarie; da piegata occupava infatti uno spazio di 75x60x30 cm per un peso complessivo di 16 kg.

Una elegante bici pieghevole destinata per oltre 20 anni ad essere un punto di riferimento e quindi di imitazione anche da parte di altre marche come l’Atala, la Legnano, L’Aurelia, la Bianchi ecc…, ma la Graziella era inconfondibile. 

Uno dei tratti distintivi, oltre al fatto che era la prima pieghevole che si vedeva in Italia, era Il portapacchi che fungeva anche da telaio: non c’erano i consueti foderi e i forcellini erano saldati direttamente al portapacchi. In quel periodo, 20 anni dopo la guerra, la rimonta morale, sociale ed economica dell’Italia era in piena velocità. E la Graziella arrivò a sconvolgere un mercato che era fatto di bici povere e anche un po’ tristi, passate da padre in figlio.

LA GRAZIELLA

LA GRAZIELLA

LA GRAZIELLA

Piaceva agli artisti

La Graziella conquistò le personalità più significative degli anni ’60. Brigitte Bardot, icona della sensualità femminile del tempo, fu protagonista di una campagna pubblicitaria che definì la Graziella “La Rolls Royce di Brigitte Bardot” ammiccando all’auto inglese per sottolinearne la robustezza e la cura estetica. Anche lo spirito anticonformista e surrealista di Salvador Dalì subì il fascino della Graziella, pratica ed elegante. Il celebre pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo venne ritratto mentre trasportava alcune sue opere a fianco della sua inseparabile Graziella.

Salvador Dalì

bb

La Graziella creò presto una moda ed un fenomeno sociale facendo riscoprire alle famiglie italiane la gioia della passeggiata in bicicletta, fu la prima bicicletta per tantissimi bimbi e oggetto del desiderio delle bambine.
Molte le varianti e le colorazioni per la pieghevole diventata un fenomeno di costume: dalla Baby alla Leopard, lo spirito colorato trova spazio nella serie Flor, la voglia di libertà si esprime nella versione Tandem ed in quella Triplet, mentre la spensieratezza si ritrova nella versione Rickshaw.

Modello Oro
Un artigiano tedesco, appassionato della mitica Graziella, realizzò un modello unico. Interamente placcato d’oro 24 carati con un complessivo di 150 grammi di oro, il telaio Graziella n° 82826 è oggi preziosamente conservato alla Bottecchia Cicli all’interno di una teca per preservarlo dal trascorrere degli anni.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Graziella: un mito di stile made in Treviso

TrevisoToday è in caricamento