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Trevisani nel Mondo, 50esimo anniversario: cerimonia in Duomo

Domenica 30 aprile i festeggiamenti dell'associazione fondata da Don Canuto Toso: deposta una corona di fiori al Monumento dell'emigrazione prima della Messa in Duomo con il Vescovo Tomasi

L'associazione internazionale "Trevisani nel Mondo" ha festeggiato in questi giorni il suo 50esimo anniversario. Fondata il 26 aprile 1973 ha sempre valorizzato la storia migratoria trevigiana, coprendo un vuoto anche istituzionale esprimendo valori di matrice sociale e cristiana rivolti al riscatto e alla promozione integrale dei migranti.

I festeggiamenti

La giornata di celebrazioni è iniziata domenica 30 aprile, alle ore 9.30, con la deposizione di una corona floreale al monumento dell’emigrazione, tanto caro a monsignor Canuto Toso, compianto fondatore, perché dalla stazione dei treni di Treviso sono partiti tanti trevisani per nuove esperienze di vita e di lavoro all’estero. A seguire si è tenuta alle ore 10.30 in Duomo la Messa celebrata dal Vescovo Michele Tomasi, alla presenza dei dirigenti e di numerose sezioni dei "Trevisani nel Mondo". Presenti anche Oscar De Bona, presidente dell’Unaie e dell'Associazione Bellunesi nel mondo e di Giancarlo Ianicelli, presidente del consiglio comunale di Treviso.

La storia

Don Canuto Toso, incaricato dall’allora Vescovo di Treviso, mons. Mistrorigo, di seguire i conterranei emigranti in tutto il mondo dalla Marca, ha fondato con altri 11 “apostoli” come lui stesso li chiamava, l'atto notarile di fondazione dando vita a un movimento spontaneo. Per mantenere i collegamenti con tutto il mondo dal mese di gennaio 1974 nacque la rivista “Trevisani nel Mondo”, redatta da giornalisti e da appassionati collaboratori e, soprattutto, con il grande apporto di soci e lettori che, da sempre, inviano il loro contributo di notizie. Si è dato, così, giusto riscontro a persone meritevoli e diversamente dimenticate, scoprendo e primeggiando valori umani e interpersonali. Oggi l'associazione conta circa 8mila soci, che costituiscono le 122 sezioni attive all’estero (la maggior parte in Svizzera, Canada, Brasile e Australia) e in Italia (anche oltre provincia come ad esempio a Latina e Arborea). Le sezioni sono coordinate dalla Sede Centrale di Treviso, attualmente ospitata nei locali del S. Artemio, dove sono ricevute le delegazioni in visita dall’estero ed è a disposizione dei soci, simpatizzanti e ricercatori un biblioteca dedicata all’emigrazione di circa 3mila volumi, un archivio documentale e un fondo fotografico di quasi 20 mila foto.
Essendo la Trevisani d'ispirazione cristiana, accanto al compianto fondatore don Canuto Toso hanno operato i consulenti ecclesiastici don Giacomo Ferrighetto, don Noè Tamai e don Eros Pellizzari, nominati d'intesa con i Vescovi di Treviso e quello di Vittorio Veneto. Il “Patrono” è San Pio X, originario di Riese, che con la collaborazione del beato Scalabrini inviò missionari italiani fra i connazionali all’estero. In ogni iniziativa e manifestazione della Trevisani è tradizione cantare l’inno associativo “Impissa ‘na candela”, che nella versione ufficiale è interpretato da Renzo Rostirolla e che con le sue parole scalda i cuori di chi è lontana dalla propria terra d’origine. In questi 50 anni occorre ringraziare tutte le persone che si sono spese affinché la Trevisani diventasse una grande famiglia, tra cui i presidente centrali Piero Doimo, Roberto Boschi, Ennio Toso, Giuseppe Zanini, Guido Campagnolo e l’attuale Franco Conte.

Trevisani nel Mondo-2

Gli altri appuntamenti

I festeggiamenti, aperti dalla mostra e dalla pubblicazione del volume “Trevisani nel mondo. Una storia a fumetti”, proseguiranno poi durante il corso dell’anno con numerose attività, tra cui la 30° edizione del Cansiglio Day (30 luglio), la premiazione del concorso per le scuole “Vite in valigia: sogni e realtà. Storie di emigrazioni” (maggio), il Convegno dei Trevisani d’Australia (20-22 ottobre 2023), il convegno dedicato a Papa San Pio X (autunno 2023) e le numerose feste sezionali che ogni domenica si celebrano nei comuni della Provincia di Treviso.

Il commento

«Per 50 anni l'associazione è stata punto di riferimento per gli emigranti rientrati - conclude il presidente Franco Conte - che dovevano reinserirsi nella comunità lasciata qualche anno prima, e per gli emigrati rimasti in terre lontane, che sentivano il desiderio di conservare la propria identità, la propria cultura e le proprie tradizioni per non spezzare il vincolo di appartenenza con la terra di origine. L’aggregazione nell’associazione è diventata strumento di crescita umana e culturale consolidando i valori originari che rischiavano di disperdersi nei contesti spersonalizzanti di terre sconosciute e di esperienze umane differenti. Molte cose comunque sono cambiate in questi 50 anni, è profondamente mutato il contesto socioeconomico ma tanti giovani continuano a emigrare.In questa nuova realtà dovrà quindi trovare la propria dimensione la Trevisani nel Mondo del futuro. Ed è la sfida che ci aspetta per i prossimi anni».

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