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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Aeroporto Canova, Save: «Non saranno aggiunti nuovi voli»

L'annuncio del presidente Marchi al termine della presentazione del Masterplan 2023-2037 del Marco Polo di Venezia. Continuano i lavori alla passerella sopra la Noalese che collegherà il terminal ai parcheggi

«L'aeroporto "Antonio Canova" di Treviso ha già raggiunto il numero massimo di voli, non ne saranno aggiunti altri in futuro». A dirlo è Enrico Marchi, presidente di Save, il gruppo che gestisce gli scali di Venezia e Treviso.

Durante la presentazione del Masterplan 2023-2037 per l'aeroporto "Marco Polo" di Venezia, il presidente Marchi ha parlato anche del futuro del "Canova", assicurando che, fino al 2030, non saranno aggiunti voli a quelli già esistenti oggi da e per Treviso. I voli Ryanair spostati da Treviso a Venezia non torneranno nella Marca. Il "Canova" è visto da Save come una parte integrante del "Marco Polo", considerando i due scali come un unico grande aeroporto con una pista a Venezia e un'altra nel capoluogo della Marca. Se però su Venezia Save punta su un'ulteriore crescita del traffico nei prossimi mesi, a Treviso tutto resterà invariato dal momento che aggiungere altri voli a quelli già esistenti oggi non sarebbe possibile.

Sul fronte dei lavori invece Save ha escluso la possibilità di costruire una nuova pista al "Marco Polo" mentre non si ferma a Treviso la realizzazione della passerella pedonale sopra la Noalese che collegherà il terminal ai parcheggi sull'altro lato della strada. L'opera dovrebbe essere pronta entro il 2024 ma non è escluso che possa essere completata già a fine 2023. L'investimento è di 410mila euro per una passerella lunga circa 50 metri e posizionata a circa sei metri sopra la Noalese.

Marco Polo

Entro il 2037 l'aeroporto Marco Polo di Venezia sarà frequentato da almeno 20 milioni di passeggeri all'anno, quasi il doppio di quelli attuali. Per assecondare queste previsioni di crescita il Gruppo Save, che gestisce lo scalo di Tessera, ha in programma di investire circa 2 miliardi di euro, concentrati principalmente su infrastrutture, intermodalità e progetti di sostenibilità ambientale. Non è nei piani la costruzione della terza pista: «Non ce ne sarà bisogno - spiegano Monica Scarpa ed Enrico Marchi, rispettivamente amministratore e presidente di Save -. Abbiamo potenziato la seconda, quindi ne abbiamo due che possono funzionare a pieno regime in maniera alternata». Una notizia «che tranquillizzerà molte persone», ha commentato Marchi, facendo riferimento agli oppositori del progetto. Dunque gli investimenti del Masterplan 2023-2037, presentato in conferenza stampa questa mattina, si concentreranno su altro. A partire dall'espansione del terminal passeggeri, che sarà ampliato per ulteriori 100mila metri quadrati, arrivando a un totale di 250mila. E poi vari progetti volti alla sostenibilità ambientale: un vasto parco fotovoltaico agrisolare (con pannelli sollevati da terra, per tutelare gli spazi agricoli); il contributo di 50 milioni di euro alla costruzione della bretella di Rfi, che collegherà l'aeroporto con la linea ferroviaria incentivando gli spostamenti via treno («i cantieri saranno avviati in luglio», è stato specificato); e poi lo sviluppo dell'idrogeno, per arrivare nel 2034 ad avere i primi aerei alimentati con questo tipo di combustibile.

Sorgeranno inoltre un impianto di riutilizzo delle acque reflue ed uno di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti: l'obiettivo è di azzerare entro il 2030 le emissioni nette di Co2 prodotte dalle attività dell’aeroporto e dismettere ogni utilizzo di combustibili di origine fossile. Save promette poi la realizzazione di una serie di opere di valore ambientale: tra i principali interventi in quest’ambito ci sono la riqualificazione di un'area a ridosso del fiume Dese, lo sviluppo di progetti di biodiversità e il ripristino dell’assetto morfologico di zone barenali. «L'ampliamento della rete di voli e il parallelo adeguamento delle infrastrutture - spiega l'amministratrice Scarpa - sono accompagnati da una progressiva modifica delle modalità di apporto energetico allo scalo, basate su fonti rinnovabili e autoproduzione di idrogeno. In questo quadro di sostenibilità ambientale si inseriscono i progetti di collegamento con il sistema ferroviario e la nuova mobilità aerea avanzata con l’utilizzo di droni per il trasporto di merci e persone».

«Siamo nel quadrante più vitale d’Europa - commenta il presidente della Regione, Luca Zaia -. Il Veneto nel 2022 ha raggiunto 65,9 milioni di presenze turistiche e 18 milioni di arrivi. Il masterplan aeroportuale è un altro, fondamentale, asset di questo territorio. L’interconnessione fra Venezia, il Veneto ed il mondo deve poter crescere, per gestire l’importante incremento dei flussi turistici che hanno quasi del tutto raggiunto i livelli del pre-pandemia». Sul contributo all'economia del territorio si è soffermato il presidente Marchi: «Abbiamo 10mila lavoratori diretti e l'aeropoprto produce un contributo complessivo di 45mila lavoratori. Con questi investimenti calcoliamo di generare un impatto di oltre 10 miliardi sul territorio di qui al 2037».

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