Asolo entra a far parte delle "Città del Miele"

Sui colli asolani sono 33 le realtà dedite all’apicoltura: svilippatesi negli ultimi quindici anni, producono miele d’acacia, di tiglio, di castagno, di tarassaco, di ciliegio e millefiori

Miele di tarassaco

Sui colli asolani sono 33 le realtà dedite all’apicoltura: svilippatesi negli ultimi quindici anni, producono miele d’acacia, di tiglio, di castagno, di tarassaco, di ciliegio e millefiori. Questa considerevole rappresentanza unita all’importante significato della presenza delle api in termini ambientali hanno fatto sì che la giunta comunale abbia deciso con l’ultima delibera del 2019 l’adesione all’associazione nazionale. Non solo I borghi più belli d’Italia, Cittaslow, Bandiere Arancioni Touring Club Italiano, Città dell’Olio e Città del Vino: per chiudere in bellezza il 2019 Asolo entra a far parte di un’altra importante associazione nazionale, Le Città del Miele. Lo ha deciso la giunta comunale con l’ultima delibera dell’anno, che ha così voluto valorizzare sia l’attività apistica diffusa nell’asolano sia il significato che la presenza delle api ha in termini ambientali, essendo questi insetti i primi indicatori della qualità dell'ecosistema, e, non ultimo, rientrare in un circuito di promozione territoriale e turistica in linea con i valori cari alla città dai cento orizzonti, il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità.

Sui colli asolani oggi sono presenti 33 realtà dedite all’apicoltura e, sviluppatesi negli ultimi quindici anni, producono miele d’acacia, di tiglio, di castagno, di tarassaco, di ciliegio e millefiori: si tratta di attività relativamente giovani che hanno riscoperto e ripreso un’attività tradizionale antica, che esprime un forte valore ambientale, oggi quanto mai importante. Sono inoltre diverse le iniziative di promozione di questo prodotto tradizionale: i corsi alla popolazione per la salvaguardia dell’ambiente Aiutiamo la biodiversità organizzati dall’assessorato all’agricoltura del Comune di Asolo e i corsi dedicati all’ape e al miele, ma anche l’annuale mostra mercato primaverile Il fiore – il miele organizzata dalla Pro Loco di Asolo in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Asolo è stata infine una delle poche città venete che hanno aderito alla Giornata mondiale delle api lo scorso 20 maggio, stilando un protocollo che prevede di far crescere più fiori e piante (primule e crocus in primavera, lavanda e gerani in autunno), risorsa di polline e nettare; lasciar proliferare trifogli, ortiche e denti di leone per agevolare la funzione degli impollinatori; permettere che erba e piante fioriscano; non interferire con la vita degli alveari e soprattutto non distruggerli; eliminare pesticidi e sostanze chimiche in generale, prediligendo invece prodotti biologici e naturali per il rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

L’Associazione Le Città del Miele raggruppa 40 città (41 con Asolo) di tutta Italia, Asolo è la terza del Veneto dopo Lazise (Verona) e Limana (Belluno) ed è la prima della provincia di Treviso. Aderire al circuito nazionale del miele significa impegnarsi per promuovere e tutelare i territori che danno origine e identità alla qualità dei tanti e diversi mieli italiani, alle loro risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche storiche e di tradizione, legate ai luoghi con particolare vocazione verso l’apicoltura. Ma vuol dire anche impegnarsi nel diffondere i valori di qualità ambientale legati all’apicoltura e svolgere azioni e interventi di stimolo e incentivazione a favore della qualità produttiva dei mieli italiani, stimolando iniziative di promozione legate alle diverse e specifiche tipologie produttive.

«L’ingresso di Asolo nell’Associazione Le Città del Miele - spiega il sindaco del Comune di Asolo Mauro Migliorini - è un’opportunità importante per almeno due ragioni: da un lato consolida e ribadisce la vocazione del borgo alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente e al sostegno delle produzioni tradizionali, capaci di dare valore al territorio, e dall’altro ci permette rafforzare la nostra opera di promozione del territorio e della città, che richiede un approccio rispettoso e senza fretta. Questo è l’utlimo regalo che abbiamo voluto fare quest’anno al territorio, a chi lo vive e a chi lo ama».

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