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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Arcade

Delitto di Anica, lunedì nuovo interrogatorio per Franco Battaggia

Il 76enne, che è stato indagato dalla Procura in relazione alla morte della 31enne, sarà ascoltato dal pubblico ministero Valeria Peruzzo sulle tante incongruenze della sua versione sulle ultime ore di vita della donna. Oggi 15 giugno i Ris di Parma hanno intanto proseguito i loro accertamenti prendendo in esame i veicoli dell'uomo

Franco Battaggia, il 76enne indagato (a piede libero) per l'omicidio della 31enne Anica Panfile, ritrovata morta domenica 21 maggio su una delle anse del Piave a Spresiano, sarà la prossima settimana in Procura. Forse già lunedì 19 giugno l'uomo si troverà di fronte al pubblico ministero Valeria Peruzzo per provare a spiegare le tante incongruenze della sua versione su quelle che gli investigatori ritengono essere state le ultime ore di vita della donna. Un elemento in particolare ha attratto l'attenzione degli inquirenti: Battaggia non sarebbe stato inquadrato dalle molte video camere presenti nel centro di Arcade quando, secondo la sua versione di quello che è successo, avrebbe fatto scendere dall'auto Anica, che avrebbe accompagnato ad un appuntamento con una persona che però il "re del pesce" non sa dire chi sia.

«Sono andato a prenderla al lavoro a Santa Bona - avrebbe raccontato il 76enne - e insieme abbiamo raggiunto casa mia ad Arcade per darle il Cud. Anica era anche preoccupata per questioni economiche: mi aveva chiesto 10 mila euro e io, a titolo di regalo, gliene ho dati 5 mila. Intorno alle 16,30 l'ho accompagnata perché doveva vedersi con una persona, non so chi. A quel punto sono andato via e di lei non ho saputo più nulla». Un buco, che comincia alle 16,30, quando cioè il cellulare della 31enne si sarebbe spento, su cui il pubblico ministero - che ha iscritto Battaggia sul registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario e occultamento di cadavere - vuole fare luce.

Intanto oggi sono proseguiti i rilievi del Ris di Parma. Dopo gli esami effettuati all'interno della casa, passata al setaccio anche con il luminol, lo strumento che permette di rendere visibili le tracce che siano attribuibili a liquidi corporei, oggi 15 giugno è stata la volta dei veicoli che lunedì scorso sono stati sequestrati all'uomo. La ricerca si sarebbe concentrata soprattutto sul pick up bianco su cui, secondo le ipotesi della Procura, il corpo di Anica potrebbe essere stato trasportato dalla casa dove è stata uccisa fino al Canale della Vittoria, il corso d'acqua artificiale che finisce proprio nel Piave, a pochi centinaia di metri da dove il cadavere è stato rinvenuto da un pescatore.

Intanto domani 16 giugno si terrà a Treviso l'udienza relativa al procedimento che la Panfile aveva intentato contro V.L., l'ex compagno, anche lui romeno, denunciato per minaccia. «In Italia ho tanti amici amici albanesi. Ti faccio uccidere» le aveva scritto l'uomo, un 35enne, con la quale Anica ha avuto una relazione da cui sono nati i suoi primi tre figli. «So che hai un altro uomo - le avrebbe detto V.L. - devi stare molto attenta. Conosco un sacco di albanesi che possono farti del male». Una querela che la 31enne avrebbe preso molto sul serio, tanto da rifiutarsi di ritirare la denuncia.

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