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Stefano Beraldo

Stefano Beraldo

OVS aumenta la quota di mercato e prosegue nella forte crescita digitale

Le vendite realizzate attraverso il sito ovs.it nell’anno sono incrementate del 63%, il doppio rispetto alla crescita del canale di riferimento in Italia

In un anno fortemente impattato dalla pandemia, il mercato dell'abbigliamento in Italia, escludendo l'e-commerce, è calato del 36%. Le vendite realizzate da OVS attraverso la propria rete di negozi si sono dunque contratte del 27%, con un andamento quindi fortemente migliorativo rispetto al mercato. Le vendite realizzate attraverso il sito ovs.it nell’anno sono incrementate del 63%, il doppio rispetto alla crescita del canale di riferimento in Italia. Tali andamenti si sono tradotti in un sensibile aumento di quota di mercato, che è passata dall'8,1% all'8,4%, in assenza di un aumento di superfici di vendita.

La redditività ha risentito naturalmente delle minori vendite, con una dinamica trimestrale interamente attribuibile ai periodi di lockdown. Nel secondo e terzo trimestre infatti, meno colpiti dalle chiusure, la redditività è stata in linea con quella dell’anno precedente. L’esercizio si chiude con un ebitda rettificato di 72,9 milioni di Euro e un risultato netto rettificato negativo per 4,8 milioni di Euro, dopo ammortamenti ad aliquota piena nonostante il minor utilizzo di attrezzature e impianti. Il risultato netto reported è positivo e pari a 35,1 milioni di Euro, beneficiando di 95,1 milioni di Euro di effetto positivo sulle imposte derivante dal riallineamento fiscale delle insegne OVS e Upim.

La posizione finanziaria netta rettificata al 31 gennaio 2021 è pari a 401 milioni di Euro, con un assorbimento di cassa causato dalla pandemia contenuto alla luce di quanto accaduto, soprattutto grazie alla tempestiva azione di contenimento costi e di riduzione degli ordinativi di merce.

Commento dell’Amministratore Delegato, Stefano Beraldo

Si è concluso un anno che ha comportato condizioni eccezionalmente sfavorevoli per il nostro settore e per le imprese che vi operano. In questo contesto la nostra azienda ha saputo mostrare una grande capacità di resilienza a dimostrazione di un posizionamento, una determinazione e una visione strategica che rappresentano solide basi per una crescita futura.

Siamo consapevoli che gli eventi subiti hanno accelerato irreversibilmente alcuni trend peraltro già ampiamente in atto. In particolare: la sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori verso i temi della sostenibilità e dell’economia circolare; un maggior peso dei canali di vendita digitali; un maggiore interesse verso capi di abbigliamento per un utilizzo domestico o activewear, a discapito di abiti da ufficio o da cerimonia, nonché il passaggio da un approccio alla moda “fast”, finalizzato a cambiare spesso abiti, a favore di una maggiore attenzione alla qualità e durata del proprio guardaroba.

Riteniamo che l’attenzione data alle fibre naturali, come il cotone certificato biologico o Better Cotton Initiative che oramai caratterizza l’85% della nostra offerta (con l’obiettivo di raggiungere il 100% nel 2021), il denim a basso consumo d’acqua, e le molte altre conquiste raggiunte in termini di sostenibilità, unitamente al nostro posizionamento rivolto alle famiglie, ci posizionino per vocazione tra i brand maggiormente credibili in Italia in questo campo.

Quanto alla evoluzione digitale numerosi sono stati gli obiettivi raggiunti, sia in termini di operations che di servizi ai clienti. Inoltre, crediamo che la strategia di “OVS piattaforma”, caratterizzata dall’introduzione di nuovi brand, soprattutto “international icons” o “unexpected discoveries”, che saranno sempre più presenti nel nostro sito, e a volte nei negozi, comunque sinergici rispetto al nostro posizionamento, ci consentirà una forte scalabilità. A due sole settimane dall’introduzione di Gap nel nostro sito, le prime indicazioni risultano molto promettenti, tanto in termini di incremento di traffico che di vendite online.

Infine l’affermarsi di un vestirsi più “soft”, meno abiti formali a vantaggio di capi piu semplici come la felpa, la t-shirt, i jumpers, per non dire dell’esplosione del pigiama, reinterpretato in chiave homewear, ci vedono naturali prime scelte in Italia, cosa di cui abbiamo certamente potuto approfittare.

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